Politica

Zingaretti su governo PD-M5S “Adesso si cambia tutto, sarà una sfida immensa “

La festa nazionale del PD a Ravenna si conclude con il discorso finale del segretario Nicola Zingaretti accolto dai cori di “Bella Ciao” e “Bandiera rossa” che si levano dalla platea. Insieme a lui un pezzo dello stato maggiore del nuovo PD: il prossimo commissario europeo Paolo Gentiloni i nuovi ministri Roberto Gualtieri, Paola De Micheli, Dario Franceschini, Enzo Amendola e Peppe Provenzano e il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

“Domani nel Parlamento della Repubblica si volta pagina e si schiude la stagione politica del populismo in questo paese. Chiudiamo la stagione dell’odio e apriamo la stagione della politica e della speranza,  Pd e M5s sono forze diverse e per certi versi alternative, non dobbiamo avere paura di dirlo. Ma dobbiamo affrontare queste divisioni per approdare a sintesi nuove, ai nuovi alleati, al presidente Conte, chiediamo una cosa semplice ma rivoluzionaria: lealtà e riconoscimento delle ragioni di tutti. Tra nemici non si governa per amore dell’Italia. Dobbiamo cambiare passo tutti insieme”.

Il lavoro, un piano di incentivi alle imprese che vogliono investire, e risorse per lo sviluppo, ridurre le tasse ai redditi più bassi, ma senza parlare di flat tax. Pensare a un modello di sviluppo diverso basato su la sostenibilità ambientale e sociale per i prossimi 100 anni, politiche sulla sicurezza che non si basino sulla paura. Sono questi i punti toccati dal segretario del PD che in chiusura ha voluto indicare un obbiettivo di ampio respiro europeo:”Tra qualche mese, il primo gennaio, entreremo negli anni Venti del nuovo secolo. Il futuro. Potranno essere anni terribili di miseria, distruzione, nuove oppressioni e povertà. O potranno essere anni straordinari di riscatto, rinascita e liberazione umana. Il volto feroce di una destra che metteva indietro le lancette dell’orologio forte di un grande consenso popolare lo abbiamo visto di nuovo. Ora lo abbiamo fermato. Ma nessuna pigrizia. Facciamo che i prossimi siano gli anni della rivoluzione democratica sovranazionale: diamo alla democrazia una dimensione nuova, europea. Battiamoci per trattati nuovi, perché a cominciare dalle grandi multinazionali del web tutti paghino le tasse ridistribuendo la ricchezza in maniera equa. E battiamoci per l’elezione diretta del Presidente degli Stati uniti d’Europa”.

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