Viva la Resistenza: Per un autentico antifascismo
Cultura e Società

Viva la Resistenza: Per un autentico antifascismo

Di Tiziano Antonelli

Il 25 aprile anche quest’anno vedrà solo in forma ridotta le molte iniziative consuetamente organizzate dal basso per festeggiare l’insurrezione popolare che liberò tanti anni fa l’Italia dal fascismo e dalla guerra. In questi anni gli antifascisti legalitari e istituzionali hanno diffuso nei confronti del fascismo un atteggiamento di paura, non una reale opposizione.

La paura del fascismo rende un cattivo servizio all’antifascismo: gli antifascisti legalitari ed istituzionali finiscono per accettare tutte le scelte dei governi, comprese quelle liberticide, guerrafondaie, antipopolari. È la paura del fascismo che ha spinto PD e Movimento 5 Stelle ad un’alleanza che sembrava impossibile, è la paura del fascismo che ha permesso a figure discutibili come Bonacini e Giani di divenire presidenti delle rispettive Regioni, l’Emilia-Romagna e la Toscana. È ancora la paura del fascismo che ha portato la sinistra e il centro sinistra ad accettare di tutto pur di evitare le elezioni, arrivando a dar vita al governo Draghi, con una maggioranza composta anche da forze che fino ad ieri venivano additate come spauracchio per ottenere qualche voto in più.

Serve a poco poi stupirsi se i fascisti strumentalizzano il malcontento nei confronti del governo. Le stesse componenti antagoniste tengono un atteggiamento sotto tono verso Draghi e la maggioranza, illudendosi di poter ottenere una qualche forma di reddito universale con un gioco di sponda con le varie gradazioni della sinistra parlamentare e delle amministrazioni locali, per strappare qualche palliativo per le situazioni di disagio più eclatanti grazie ai fondi europei, accettando implicitamente la presidenza del consiglio dei ministri di Mario Draghi, che dell’arrivo di tali fondi è garante.

Il meccanismo è semplice: scoppia una protesta, i fascisti, anche se non presenti, la sostengono, gli organi d’informazione li presentano come gli organizzatori e i referenti politici della protesta popolare, le forze politiche della sinistra rimangono schiacciate tra il pericolo di legittimare i fascisti e l’impossibilità di dare una voce autonoma alla protesta popolare. In questo modo l’antifascismo si presenta con la militarizzazione, la disoccupazione, la miseria, tutte caratteristiche del fascismo storico che si sono abbattute su gran parte del proletariato.

È il fascismo ad essere storicamente un prodotto della paura: la monarchia, la Chiesa, le classi privilegiate hanno avuto paura di fronte al crescere del movimento rivoluzionario proletario; in particolare, il re Vittorio Emanuele III aveva un motivo personale di vendetta nei confronti dell’anarchismo. All’indomani della prima guerra mondiale, il fascismo è stato l’arma usata dalle classi privilegiate per combattere l’anarchismo in quanto manifestazione proletaria e rivoluzionaria, movimento di emancipazione umana con criteri e finalità ugualitarie e libertarie insieme, per combattere l’anarchia come vera e propria teoria della rivoluzione, una volta che i meccanismi dell’accumulazione capitalistica si erano inceppati ed i metodi dello Stato liberale erano incapaci di tenere a freno le masse rivoluzionarie.

Il fascismo non è però solo questo: è una forma nuova di Stato rispetto al precedente Stato liberale: esso si caratterizza per l’integrazione delle organizzazioni sindacali nello Stato (corporativismo); per l’intervento dello Stato nell’economia, attraverso il controllo del sistema bancario, la proprietà o comproprietà dei settori industriali più importanti, in tutto o in parte. Il fascismo si presenta anche con il coinvolgimento nella mobilitazione politica di quelle masse che il precedente modello di governo voleva tenere al di fuori del dibattito, con la politica aggressiva all’esterno, con la repressione delle opposizioni, con la sostanza razzista latente nella cultura italiana e nelle sue radici classiche. Per molti il fascismo rappresenta la forma adeguata dello Stato al capitalismo nella fase del capitalismo monopolistico di Stato e dell’imperialismo.

Se però il fascismo contiene tutti questi elementi innovativi rispetto alla forma precedente di Stato, da dove viene il carattere reazionario riconosciuto e rivendicato dallo stesso fascismo? L’ascesa della borghesia “ha spogliato delle loro sacre apparenze tutte le attività fino ad allora onorevoli e considerate con pia umiltà. Essa ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l’uomo di scienza in suoi salariati. (…) ha strappato alle relazioni familiari il loro toccante velo sentimentale per ricondurle a una pura questione di denaro.” (K. Marx-F. Engels Il manifesto del partito comunista).

In altre parole, l’avvento della borghesia ha trasformato il rapporto di subordinazione personale che legava servo e signore nel rapporto monetario che lega l’operaio al capitalista; si tratta di un mutamento di forma ma rimane immutata la sostanza del rapporto di dominio: i dominati sono costretti a lavorare per mantenere i dominatori. Quando, per la ribellione dei dominati o per le contraddizioni del sistema, il rapporto monetario diventa incapace di mantenere i dominati nello stato di soggezione e di garantire ai dominatori una fetta crescente della ricchezza sociale, il rapporto di dominio si manifesta in tutta la sua intrinseca violenza, materiale e culturale. È allora che i corifei della democrazia si appellano ai “valori tradizionali”, alle “radici culturali”, all’“interesse nazionale”, all’evoluzione ed alla selezione per giustificare la violenza scatenata contro i ceti popolari. Così anche ogni rapporto sociale, che all’interno delle società antagoniste è un rapporto di dominio, perde la maschera di libertà e uguaglianza e rivela la sua essenza violenta: la contrapposizione di genere, la contrapposizione etnica, la contrapposizione di classe, la contrapposizione fra città e campagna, rivelano il loro carattere di terreno di scontro fra dominatori e dominati.

Fonte: Articolo completo sul n.14/2021 e su https://umanitanova.org/?p=13975

 

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