Cultura e Società

Violenze e discriminazioni all’Unical. FEM. IN chiede un tavolo di confronto con le istituzioni

A seguito di un sondaggio sulle condizioni di vita nel campus, promosso da “Fem.In Cosentine in lotta”, e diffuso online sui principali canali social, sono pervenute numerose segnalazioni che riteniamo meritino la dovuta attenzione.

La popolazione studentesca ha segnalato molestie e violenze sessuali a carico delle studentesse e molestie morali/psicologiche ripetute e deliberatamente reiterate, oltre a gravi episodi di discriminazioni per genere, etnia, abilità, orientamento sessuale e identità di genere. Discriminazioni che si verificano attraverso l’inadeguatezza dei servizi o con una comunicazione tossica. Le segnalazioni ricevute hanno indicato quali autori delle condotte di cui sopra personale docente e/o tecnico-amministrativo. Diversi episodi, infine, hanno riguardato anche estranei che hanno avuto libero accesso agli spazi del Campus.

La situazione descritta di fatto rappresenta una negazione dei diritti civili oltre che un evidente ostacolo al diritto allo studio, garantito su carta ma in alcuni casi negato nei fatti.

In quanto attiviste per i diritti delle donne, delle soggettività non binarie, per i diritti sociali e civili riteniamo che quanto emerso debba ricevere il giusto approfondimento e ci rendiamo disponibili, sin da ora, a condividere i risultati dell’indagine condotta allo scopo di individuare e promuovere reali azioni di cambiamento.

Come è noto, azioni securitarie e punitive non sono l’unica soluzione in quanto i fenomeni che si sono evidenziati sono profondamente strutturali e necessitano di percorsi altrettanto strutturali che consentano di affrontare il problema ma soprattutto di prevenirlo.

A seguito di un serrato confronto con altre realtà, associazioni e collettivi informali che si occupano dei fenomeni in questione, intendiamo proporre un percorso che riguarda l’istituzione di spazi corredati di figure professionali; convenzioni con le associazioni operanti sul territorio e con l’ASP; l’analisi critica degli argomenti didattici e del linguaggio con l’intento di attualizzare i concetti e problematizzarli; monitoraggio con fine di ricerca e sensibilizzazione volta sia alla componente studentesca che a quella dipendente, da svolgersi con la collaborazione costante delle associazioni, dei dipartimenti e del consultorio familiare sito all’interno del campus; coinvolgimento della comunità studentesca con tirocini, per tutoring e momenti di confronto adeguati tra la stessa e l’istituzione universitaria.

La soluzione strutturale a cui facciamo riferimento è necessariamente composita e gli elementi sono strettamente intercorrelati tra di loro, per far fronte alla complessità di questo intervento è necessaria l’istituzione di apposite voci di spesa, su cui far convergere le risorse fondamentali ad implementare gli strumenti ma anche l’attuazione di un piano chiaro ed efficace.

Pertanto, certe che l’Università della Calabria vorrà prendere posizione e agire prontamente su quanto emerso, Vi chiediamo di convocare nel più breve tempo possibile un tavolo di confronto al fine di esporre dettagliatamente la nostra proposta e istituire un dialogo serrato e costruttivo con le istituzioni in indirizzo.

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