Politica

Un governo dei diritti nel nome di Rodotà

La nascita di un possibile Governo Conte “bis”, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, è ricca di insidie e perplessità.

Per ben 15 mesi il partito fondato da Beppe Grillo e lo stesso Premier Conte hanno lasciato campo libero alla Lega sovranista e al suo leader “capitano” Matteo Salvini.

La narrazione salviniana del “prima gli italiani” e della “politica del buonsenso”, fatta di odio verso il diverso che sia immigrato, rom, intellettuale di sinistra, omosessuale o buonista, attraverso l’utilizzo di un linguaggio spregiudicato e violento verso tutto e tutti, spesso anche verso le stesse Istituzioni Repubblicane, ha incattivito la società italiana.

Il tutto a discapito dello stesso M5s che dal 33% dei voti conseguito alle elezioni politiche del 2018 ha visto dimezzare in un anno il bacino elettorale.

Ora il M5s e il PD si trovano davanti ad un bivio: fermare la deriva sovranista che imperversa da Nord a Sud l’Italia o consegnare entro pochi mesi il Paese a Matteo Salvini e ad una delle destre più autoritarie e xenofobe d’Europa.

Per anni il M5s e il PD se ne son dette di tutti i colori, i primi rinfacciando ai secondi di essere dei ladri e corrotti e i secondi rinfacciando ai primi di essere dei cialtroni e ignoranti.

Eppure come molti analisti e commentatori politici osservano, l’elettorato del PD e del M5S è per alcuni aspetti speculare.

I cinque stelle nascono nel 2009 e si affermano politicamente ed elettoralmente nel 2013 a causa dell’autoreferenzialità della classe politica del PD, incapace di intercettare le esigenze e le istanze di un’ampia fetta di elettorato stanca dell’immobilismo, dell’attendismo e della paura del Partito Democratico di esporsi su importanti tematiche di “sinistra”.

Un iniziale punto di contatto tra PD e M5S ci fu subito dopo le elezioni politiche del 2013 con il famigerato streaming tra Bersani e Crimi e la proposta grillina di eleggere il Prof. Rodotà alla Presidenza della Repubblica, vista con simpatia dall’elettorato democratico, ma naufragata con la rielezione di Napolitano.

Ecco, proprio dalla figura e dalle idee del Prof. Rodotà i due partiti dovrebbero ripartire, trovando dei punti di incontro per la nascita di un governo stabile e di alto profilo che sia in grado di ridare dignità e speranza ad un popolo italiano impaurito e incattivito dalla destra salviniana.

Per anni e fino alla sua morte il Prof. Rodotà, insigne giurista, ha girato l’Italia promuovendo la lotta per i diritti e la tutela dei più deboli, predicando che ai diritti già acquisiti, si affiancano nuove forme di diritti nati dall’esigenza di una società in continua evoluzione; opponendosi con rigida lucidità di pensiero all’idea di una comunità regolata esclusivamente dai principi del libero mercato ed anteponendo ad essa la tutela della dignità dell’uomo in quanto persona.

Ancora non sappiamo se il nuovo governo Conte nascerà, di certo è proprio sulla necessità di ampliare il bacino dei diritti in Italia che M5S e PD potrebbero trovare un punto d’incontro, sono tante le criticità sociali ed economiche nel nostro Paese e solo una radicale svolta a tutela della persona e del cittadino potrà rinvigorire una società italiana stanca, impaurita e disincantata.

Per prima cosa è necessario abolire il decreto sicurezza, che mina le basi democratiche dello Stato, per poi procedere con una serie di misure riformatrici la cui adozione non è più possibile rimandare quali: una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali (il reddito di cittadinanza è un mero palliativo), la riduzione del cuneo fiscale aumentando il potere d’acquisto degli italiani e in tal modo far ripartire i consumi, la riforma del sistema carcerario migliorando le condizioni dei detenuti e promuovendo l’effettiva riabilitazione sociale degli stessi, un nuovo piano di edilizia popolare per far fronte all’emergenza abitativa, una legge sul diritto di accesso al web per tutti, la depenalizzazione/liberalizzazione delle droghe leggere sottraendo risorse alla criminalità organizzata e portando importanti benefici economici alla collettività (vedi Olanda, California, Uruguay ecc.).

Infine ma non per ultimo dare una netta inversione di rotta al concetto di diritti civili, sostituendo alla rabbia, alla discriminazione e alla paura leghista, la coesione e la solidarietà sociale degna di uno Stato di diritto qual è l’Italia.

 

 

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