Tartalove: salviamo il mare e i suoi abitanti
Cultura e Società

Tartalove: salviamo il mare e i suoi abitanti

di Lorenzo Chemello

Tartalove è un progetto di Legambiente per salvare una delle specie marine più minacciate di estinzione nel Mar Mediterraneo: la tartaruga Caretta caretta. Secondo alcune stime ogni anno circa 40.000 esemplari di tartaruga marina vengono catturati accidentalmente nelle reti da pesca professionale, di cui almeno 10.000 di queste non sopravvivono al trauma. La missione di Legambiente è di curare le tartarughe ferite e di rilasciarle in mare non appena si siano ristabilite. Per consentire questo sono stati creati dei centri specializzati nel recupero degli animali feriti: il Centro di Manfredonia in Puglia, che è quello che in Italia si prende cura del maggior numero di animali, il Centro di Recupero di Talamone in Toscana, gestito in collaborazione con il Parco Naturale della Maremma, il Marine Turtle Center di Pioppi nel Parco Nazionale del Cilento in Campania. L`associazione Legambiente collabora anche con l’Area marina protetta delle Isole Egadi nella gestione del Centro Recupero Tartarughe Marine di Favignana, in Sicilia.

Quali sono i pericoli?

Si è constatato che molte di queste tartarughe intrappolate loro malgrado nelle reti da pesca, avevano precedentemente ingerito rifiuti di plastica abbandonati in mare: sacchetti, resti di bottiglie e stoviglie, cotton fioc, lenze e imballaggi i rifiuti più comuni rilevati. La pesca stessa è una fonte importante di inquinamento marino perché buona parte dei materiali che si trovano dispersi in mare derivano dalle attività dei pescherecci, che spesso abbandonano reti al largo, senza preoccuparsi che queste diverranno trappole mortali per diverse specie marine, pesci ma anche crostacei e uccelli.

Il progetto Tartalove

Lo sforzo dei veterinari e dei volontari che si occupano del progetto può venire sostenuto con donazioni da tutti coloro che vedono nel salvataggio delle Caretta caretta il simbolo di una lotta generalizzata per la salvaguardia di un habitat fragile come lo è il Mediterraneo, esposto agli effetti del cambiamento climatico in modo ancora più evidente che altrove.

I fondi per questo progetto vengono utilizzati non solo nei centri di recupero della fauna marina, ma anche per la formazione e la sensibilizzazione dei pescatori locali, che necessitano assolutamente di essere coinvolti in un processo di cambiamento delle loro abitudini di gestione dei rifiuti presenti a bordo. Solo un`alleanza seria e duratura basata sulla fiducia e la stima reciproca tra la categoria dei pescatori e il mondo ambientalista potrà garantire un lavoro proficuo che dia frutti nella lotta per la protezione del mare, che appartiene a ciascuno di noi.

L’importanza di monitorare 

Anche il monitoraggio dei siti di nidificazione delle tartarughe marine è un aspetto fondamentale per preservare la specie dai pericoli. Nell`area mediterranea sono circa 7.000 i nidi dove vengono deposte le uova nella stagione che va da fine maggio ad agosto. Alcune decine di questi siti si trovano in Italia, principalmente tra Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Toscana. I volontari di Legambiente controllano che la schiusa avvenga senza problemi fino a che i piccoli non raggiungono le onde del mare dove andranno a trascorrere la loro vita. Vengono utilizzati appositi droni per rilevare la presenza di luoghi specifici di nidificazione che in un secondo momento verranno adeguatamente recintati e presidiati per consentire lo studio e la sicurezza del sito, affinché non venga danneggiato da interventi sulla spiaggia dell`uomo.

Numerose le iniziative messe in campo

L`iniziativa “Lidi amici delle tartarughe marine” legata al progetto riguarda i proprietari degli stabilimenti balneari, che come spiega Legambiente “prevede il riconoscimento di un apposito vessillo Tartalove a quegli stabilimenti che si impegnano ad adottare, attraverso la firma di un disciplinare, alcune regole tartafriendly (es. pulizia spiagge manuale, riduzione inquinamento acustico e luminoso in ore notturne, distribuzione materiali informativi, collaborazione con centri recupero tartarughe marine, etc.)”.

Non mancano iniziative per collaborare con gli insegnanti per sensibilizzare gli studenti al rispetto del mare e dei suoi abitanti: si può quindi dire che Tartalove sia un progetto a tutto tondo che da un lato cura e dall`altro, attraverso la conoscenza e lo stimolo alla curiosità verso il mondo subacqueo, promuove un futuro di convivenza pacifica tra uomo e natura.

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