Cultura e Società

Sulle orme di…Rende: Le origini storiche

Conoscere chi siamo per capire chi potremmo diventare..

Ripercorrere le orme storiche della civiltà rendese, è di per sé un compito arduo ma incredibilmente affascinante; l’incredibile lavoro di numerose personalità del mondo accademico, culturale e politico,  ha fornito una dettagliata storiografia di Rende, sebbene esistano dissimili versioni sulle sue possibili origini; alcuni infatti indicano la fondazione della città precedente alla stessa Cosenza, ma procediamo con ordine.  In questo breve cenno rivisiteremo la narrazione proposta da Fedele Fonte.

Età pre-romana: Arintha “le case dei Forti”

La narrazione, per cosi dire classica quella presentata da Fedele Fonte nel libro “Rende nella sua cronistoria”, racconta le vicende degli Enotri, ellenici dell’Arcadia, che si erano stabiliti nella piana dell’odierna Sant’Eufemia; questi stanchi ormai delle continue aggressioni dei popoli italici, decisero di spingersi verso nord percorrendo le rive dell’Acheronte; alcuni si fermarono stabilendosi sulle rive del fiume, altri in cerca di un luogo più difendibile, proseguirono verso nord, giungendo sino ad alcune colline che sorgono intorno la vallata del Crati, in territorio Brutio, precisamente nella frazione dell’attuale Nogiano, fondando una comunità denominata Arunta (poi Arintha), “le case dei Forti”. 

La convivenza con i vicini Bruzi non fu per niente pacifica. Numerose volte tentarono di sottomettere gli aruntini, ma “le case dei forti “ non caddero, e costrinsero i vicini cosentini ad una pacifica collaborazione, in quella che venne successivamente rinominata Confoederatio Bruttiorum, culmine dello sviluppo economico e territoriale della civiltà Bretta;  Arunta divenne una delle principali “oppide”,  roccaforti urbane nelle quali si riunivano le classi più elevate (guerrieri, magistrati e sacerdoti) per prendere decisioni in merito alla gestione e la difesa dei villaggi limitrofi.

 

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