Tradizioni e Paesaggi

Sapori e tradizioni: i cuddruriaddri

L’Immacolata dà il via alle feste natalizie e noi Rendesi in questo giorno, come da tradizione, siamo tutti alle prese con i cuddruriaddri.

La loro denominazione deriva dal greco “κολλυρα” = “collura”. “Collura” significa ‘corona’ che ricorda la forma della pietanza, sferica con uno spazio vuoto all’interno. Nelle diverse regioni meridionali ha preso poi nomi differenti, c’è chi ha deciso di chiamarla collura, chi coddura, chi ciambella, noi abbiamo optato per “cudduriaddru”. È una di quelle ricette tramandate di generazione in generazione e risalgono ad un’epoca in cui la carne era un lusso e la felicità si poteva trovare anche in un semplice impasto di acqua, farina e sale.
 

 

Ingredienti:
1 kg. di farina “00” bianca
25 gr. di lievito di birra
400 gr. di patate
sale q.b.
acqua q.b.

Preparazione:
Si lessano le patate, si pelano e schiacciano. Si sciolgono il lievito di birra e il sale in un bicchiere d’acqua tiepida. Si versa a fontana la farina sulla spianatoia “u timpagnu” , si apre creando uno spazio centrale in cui versare le patate schiacciate e il bicchiere d’acqua in cui è stato sciolto il lievito. A questo punto si lavora accuratamente la pasta aggiungendo acqua poco per volta, quando si arriva alla consistenza desiderata, si formano piccole pagnotte e si lasciano lievitare coperte per circa un’ora e mezza. Una volta lievitate, le pagnotte si modellano a cuddruriaddri e si friggono in olio bollente.

Semplici, con lo zucchero o il miele di fichi, oppure con l’aggiunta di acciughe nell’impasto, sono davvero una delizia per il palato!

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