Rende, Talarico: “Oggi apro, domani NO. Scuole, sindaci e pandemia. Accade a Rende e in altri comuni”
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Rende, Talarico: “Oggi apro, domani NO. Scuole, sindaci e pandemia. Accade a Rende e in altri comuni”

In queste settimane a Rende e nel resto della regione si sono formati due partiti: il partito del “riaprite” e quello del “chiudete”. Entrambi ispirati da buone ragioni, anzi da buone preoccupazioni.

Tuttavia semplificare una questione complessa con un si e con un no e’ pericoloso e fuorviante. In questi giorni sono stati diffusi diversi documenti, a firma dei genitori degli alunni, per chiudere e per aprire. Tra i firmatari ci sono genitori responsabili, frettolosi, irresponsabili o semplicemente arrabbiati. Pochi hanno centrato il problema e proposto soluzioni, richiamando le istituzioni sanitarie e/o comunali alle loro responsabilità. Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che qualsiasi scelta, anche la più saggia e ponderata, genera, in questo caso, critiche e opposizioni. Tuttavia, nel caso di Rende e non solo, siamo difronte a un Sindaco che sin dall’inizio della pandemia non ha esercitato i suoi poteri e ancor meno ha applicato il principio della responsabilità che nel diritto e nella vita pratica, si accompagna con il principio di precauzione. Sin da marzo il Sindaco (i sindaci) avrebbe dovuto creare le condizioni di sicurezza per il ritorno a scuola (parliamo di settembre) che sono state stabilite dal comitato tecnico scientifico nazionale.

Le scuole e le amministrazioni comunali hanno lavorato, quasi ovunque, per creare queste condizioni: distanziamento, mascherine, igiene. In ogni istituto c’è un rigido protocollo di sicurezza anti COVID.

Il sindaco, qui e altrove, avrebbe dovuto monitorare, di concerto con le altre autorità sanitarie, l’andamento dell’epidemia; operare con le unità speciali istituite per l’occorrenza; organizzare, laddove necessario, altre attività di prevenzione e soprattutto avrebbe dovuto informare la città, ogni giorno, sull’andamento dei contagi. Cosa accade, invece, nella città di Rende: martedì il sindaco firma un’ordinanza per la chiusura, revocando quella di lunedì con cui disponeva l’apertura. Secondo alcuni ha fatto bene, secondo altri ha fatto male. Secondo me ha fatto bene se ha operato sulla base di dati certi e dopo aver svolto una ricognizione sullo stato della sicurezza delle nostre scuole. Ha fatto male se ha operato d’istinto, registrando gli umori e quantificando i vantaggi e gli svantaggi in termini di consenso sulla sua persona.

A questo punto la domanda sorge spontanea: se lunedì scorso ha deciso di aprire, evidentemente le scuole erano in sicurezza, i contagi in calo e la sorgente dei contagi lontana dalle scuole. A mezzogiorno di martedì, invece ricompaiono il rischio epidemico e l’insicurezza delle scuole. A quale sindaco credere, a quello del lunedì o a quello del martedì, e soprattutto a quale stregone si rivolge prima di emettere le sue ordinanze? Se diamo uno sguardo al resto della Calabria, notiamo che alcuni comuni chiudono le scuole e altri no, a parità di diffusione dei contagi. Anche qui è spontaneo chiedersi: sulla base di quali dati scientifici, e soprattutto laddove hanno chiuso, come a Rende, perché non è stato messo in discussione il protocollo di sicurezza?

La “schizofrenia” di questi giorni ha inferto un grave colpo alla credibilità delle istituzioni più prossime ai cittadini. Le nostre comunità, già di molto stressate avrebbero, invece, bisogno in questo particolare momento, di istituzioni sincere e credibili. Si approfitti, almeno, della pausa natalizia per recuperare il tempo perduto e consentire il rientro a scuola in piena sicurezza.

 Mimmo Talarico, Consigliere comunale – Rende

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