Rende, Talarico: “ La città è ferma da anni. La pandemia ha solo aggravato la situazione”
Mimmo Talarico, Consigliere AttivaRende
Politica Locale

Rende, Talarico: “ La città è ferma da anni. La pandemia ha solo aggravato la situazione”

Si dice che la crisi pandemica abbia messo in crisi la città, ma Rende è ferma da anni. La pandemia ha solo aggravato la situazione preesistente.

E anche sulla gestione della crisi pandemica ci sarebbe molto da dire: l’improvvisazione e la superficialità sono stati e sono i caratteri predominanti di quest’ultimo anno. Eppure in una città con spazi immensi, all’aperto e al chiuso, si sarebbe potuto e dovuto fare molto di più, soprattutto in collaborazione con le istituzioni scolastiche e culturali, per favorire la difficile socialità dei nostri ragazzi, cosi come più presente avrebbe dovuto essere l’Amministrazione comunale in termini d’informazione e di assistenza ai cittadini.

Ma la città è ferma da anni. Basti pensare alle grandi opere che hanno caratterizzato la propaganda dell’attuale maggioranza: Parco acquatico, stadio “Lorenzon”, nuovo cimitero, partecipazione popolare, agenda urbana.

Della vicenda del Parco acquatico che ha trovato ospitalità in tutti i media italiani, offrendo al Paese una pessima immagine della nostra città, non sappiamo più nulla. Nessuna risposta è mai arrivata ai tanti quesiti sollevati pubblicamente in Consiglio comunale e sulla stampa. Non si sa nulla della vertenza dei tanti lavoratori assunti e poi licenziati dopo pochi mesi, non si sa nulla sui bilanci di quella gestione e sulle prospettive della struttura, il cui nuovo bando  europeo è stato spesso annunciato ma mai pubblicato. Rimarrà tutto così com’è in attesa che un’opera costata decine di milioni di euro di soldi pubblici cada definitivamente nell’oblio?

Che fine ha fatto la realizzazione del nuovo stadio con annesse attività commerciali? Una pratica che ha impegnato per anni le forze politiche e il consiglio comunale sembra che sia stata riposta nel cassetto. Delle cose che abbiamo letto: diritto di superficie a favore dei privati, lauti finanziamenti  regionali , accesso al credito sportivo, non vi è più traccia.  Ad oggi il “Lorenzon”si presenta come un monumento alla retorica inconcludente che ha tenuto banco in questi anni, orfano dei fasti del Rende cacio e dei suoi tifosi.

Mentre in fretta e in furia il consiglio comunale è stato convocato per dare alla città un nuovo cimitero realizzato attraverso un discutibile progetto di finanza in un’area difficile da raggiungere al confine con il comune di San Fili, il vecchio cimitero scoppia: decine di salme sono in attesa di tumulazione e  nessuna iniziativa è stata presa per far fronte alla grave situazione. Nonostante le tante sollecitazioni, non si mette mano all’ampliamento dell’area cimiteriale esistente per onorare la pietà dei defunti.

Un altro cavallo di battaglia del sindaco è stato quello della partecipazione. Abbiamo assistito, invece,  al processo contrario della partecipazione dei cittadini. I comitati e i loro coordinatori, benché assolutamente inattivi,  sono stati nominati direttamente dal sindaco, coi come avveniva nel  medioevo. Come esempio di partecipazione dal basso non c’è che dire.

Eppure avremmo bisogno come il pane di un poco di trasparenza, dalle piccole delibere  che riguardano la comunicazione delle attività municipali, fino all’Agenda Urbana. Secondo il cronoprogramma di Bruxelles avremmo dovuto a quest’ora realizzare qualche opera, invece siamo ancora gli inizi con buone probabilità di perdere i finanziamenti e di vanificare una straordinaria opportunità, soprattutto in un momento difficile qual è quello che stiamo vivendo.

Un filo sembra legare tutte le questioni citate, quello dell’irresponsabilità. Nel senso che nessuno, amministratori e dirigenti, risponde del proprio operato. Nessuno spiega alla città, come pure dovrebbe, perché le opere si annunciano e poi non si fanno; perché si dichiara al mondo di aver ottenuto milioni di euro di finanziamento e poi i soldi non si spendono, perché, dopo aver gridato ai quattro venti che  il Comune è di tutti  viene, invece,  aperto a pochi, intimi.

 

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

You may also like

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *