Rende: Quel “canile” e il randagismo, l’ennesimo bluff di Manna e soci
Politica Locale

Rende: Quel “canile” e il randagismo, l’ennesimo bluff di Manna e soci

Rende. È da un paio di giorni che si agitano rumors sul problema randagismo, specie nella zona universitaria, al punto che il sindaco Manna ha convocato  un tavolo tecnico per discernere la problematica; la soluzione propinata  dai tecnici consiste  nell’istallazione di gabbie in ferro, che ricordano  luoghi di tortura medievale,  e in più il divieto di somministrazione alimentare.

Un’idea tendenzialmente mediocre, quella pensata dal bracconiere Manna, coerente e conforme però con tutta la banalità della sua opera amministrativa.

In ogni caso il piano antirandagismo dell’amministrazione si sostanzia nell’installazione di queste mostruose gabbie, come quelle  già presenti  su viale Principe che a quanto pare risultano inutili e antiestetiche, oltre tutto i cani catturati fino a che non saranno trasferiti nei luoghi predisposti, sono costretti a patire freddo e fame, considerando tra l’altro il vigente il divieto di somministrazione alimentare. Dunque prima di giungere al canile è possibile che i poveri cani siano già deceduti o in condizioni pessime.

Detto questo, oltre al barbarico espediente progettato da questa “pensante” amministrazione, i cittadini rendesi, dimenticano che nel  lontano 2017 il sindaco insieme alla sua giunta annunciava l’approvazione del progetto inerente il nuovo canile rifugio, “Le Quattro Zampe”, che doveva sorgere su un terreno comunale nella  zona industriale, secondo la formula del project financing, dunque con il finanziamento del privato vincitore della gara d’appalto.

Queste le parole soddisfatte, uscite sulla stampa locale,  dello smemorato sindaco: “opera “molto importante  anche perché con il canile comunale ci sarà un notevole risparmio per il Comune e avendo un canile nel nostro comune ci potranno essere più adozioni e, nello stesso tempo, si farà fronte nel migliore dei modi al problema del randagismo”, a cui si aggiungevano quelle dell’assessore Pino Munno, che come ben sappiamo ha come hobby spararli i cani: “ canile che ha molti box e nello stesso tempo non è difficile da raggiungere. E poi vorrei sottolineare che l’amministrazione Manna con il sindaco in testa sta già lavorando per la costruzione di un cimitero degli animali. Altra grande e importante opera che sarà realizzata nel nostro mandato”. Il cimitero alla fine lo ha costruito Munno, diventato ormai un imprenditore  della politica rendese, ma sul personaggio ci ritorneremo successivamente  con la dovuta attenzione.

Ovviamente il progetto del Canile, si fermò all’effimera  annunciazione, come del resto ogni progetto voluto e pensato da questa decadente amministrazione, l’ennesimo bluff di Manna e soci, incapaci di realizzare qualcosa di costruttivo in città. Le motivazione del fallimento sono molteplici: inagibilità del terreno, rischio allagamento, ma su tutto la rinuncia dell’unico partecipante alla gara, un noto costruttore locale, che ha visto troppi rischi nella manovra speculativa del suo investimento.

Ora i nostri interrogativi sono molto semplici.  Perché il sindaco non si confronta con tutte le realtà associative  animaliste che da anni operano sul territorio e salvano centinaia di animali? Perché non ascoltare il coro di denuncia nei confronti di quel  “canile-lager” di Rocca di Neto, che il Comune e quindi i contribuenti rendesi pagano profumatamente ? Ma soprattutto quando la finirà il sindaco con tutte queste farlocche promesse?

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