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Rende: Le dimissioni di Iantorno sgretolano il castello di sabbia di Manna

Molti rumors agitano la politica rendese in questi giorni. L’annunciato rimpasto della giunta a cui si sono accodate le dimissioni di due assessori, è il segno che qualcosa non torna nel progetto politico del sindaco Manna; soprattutto perché questa decisione è stata presa in un periodo estremamente difficile e delicato, in cui la curva dei contagi torna a salire in maniera esponenziale e l’amministrazione comunale, oggi più che mai, dovrebbe mettere in campo la solidità politica del percorso progettuale che ha promesso ai cittadini, come garanzia e tutela dell’intera comunità. E invece no; oggi questa solidità politica,  decantata da Manna e i suoi,  non c’è più e forse non è mai esistita.

Le dimissioni dell’assessore al bilancio Iantorno, non solo rappresentano una dura perdita in termini qualitativi e di competenza, ma sono il segnale evidente dello sgretolamento del fasullo progetto civico che spadroneggia sulla città da circa sette anni. Se ci pensiamo, in effetti, lo slogan politico con cuoi Manna e suoi fedelissimi si sono presentati alla città è l’indelebile promessa dell’uscita dall’ estenuante  condizione del predissesto; cosa che più volte è stata annunciata ma che conseguentemente non si è mai realizzata, anzi s’è improvvisamente palesata possibilità, se ricordate,  che dal predissesto si arrivasse al totale dissesto. Oggi l’ex assessore dichiara sulla stampa che “ non si può uscire dal predissesto!”; ma come? E tutte le dichiarazioni e le autocelebrazioni a cui abbiamo assistito in questi anni?

Una grande e accurata menzogna, una raffinata bugia cucita nell’animo dei rendesi che non hanno realmente captato le vere intenzioni dell’aggregamento civico voluto da Manna, dove talune personalità  spiccano in termini di arricchimento e accumulazione di beni,  sfruttando l’opportunità che la politica gli offre da circa dieci anni; e tutti sappiamo benissimo chi sono (qualcuno mi disse “chiamali fissa”). In ogni modo, da questa grande menzogna dunque  si è costruito quell’assetto civico che ha un chiaro e comune obiettivo: lucrare sulle risorse economiche della città, occupando posizioni e ruoli rilevanti per la realizzazione di questo scopo; ecco l’unico fattore aggregante e di visione progettuale che contraddistingue questa forma “anomala” di civismo politico.

Le dimissioni dell’assessore al bilancio sono un fatto politico rilevante perché decostruiscono l’intera linea progettuale messa in piedi in questi anni, minando indelebilmente la credibilità del primo cittadino e della sua amministrazione. Cosa ancora più anomale è che e nonostante ciò, il sindaco Manna non ha ancora fornito delucidazioni concrete in merito, nascondendosi per altro, dietro il dispotico atteggiamento del “faccio ciò che mi pare, senza dare spiegazioni a nessuno”. Ma i cittadini attendono di conoscere e capire quale sono le reali motivazioni dietro questo balletto politico; quali giochi di potere provocano, in una fase cosi delicata,  questa confusione e instabilità politica che danneggia la tranquilla vivibilità dei cittadini.

Forse più che il civismo da “ esportare”,questo è un po’ il civismo del “faccio il ca..o che mi pare”?

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