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di Gianfranco De Franco

La determina in questione (n. 92 del 31 marzo 2021) firmata da Antonio Infantino presenta alcune caratteristiche davvero interessanti che vanno prese molto sul serio.

Provo a elencarle, nella speranza che i consiglieri comunali (di maggioranza e di opposizione perché qui io sto per porre una questione etica, non politica) se ne facciano carico:

  • La determina si richiama alla legge 150/2000 che regolamenta le attività di informazione e di comunicazione.

Osservazione: Gli ambiti previsti dalla legge sono tre. Il Portavoce, l’Ufficio relazioni con il pubblico e l’Ufficio stampa. La determina omette l’ambito. Non solo. La legge prevede l’individuazione «nell’ambito delle proprie dotazioni organiche, il personale da adibire alle attività di informazione e di comunicazione e programmano la formazione, secondo modelli formativi individuati dal regolamento di cui all’articolo 5». La determina non specifica se questo passaggio sia o meno stato effettuato.

  • La determina premette che il Comune è tenuto agli adempimenti derivanti dall’innovazione tecnologica per garantire efficienza e trasparenza.

Osservazione: Manca il riferimento a un piano degli adempimenti che è anche un piano di comunicazione al quale agganciare l’affidamento.

  • La determina precisa che l’amministrazione vuole migliorare la comunicazione istituzionale.

Osservazione: Cito l’ultima uscita di Manna sull’area urbana. Che, credo e spero, sia opera di Quartopianosrls (sennò che la pagano a fare?) Quartopiano-Manna afferma che lui e Occhiuto vogliono recuperare il vecchio ponte della ferrovia Cosenza-Castiglione Cosentino Scalo per unire le due città. Un ponte costruito cent’anni fa. Questa azione Quartopiano-Manna la fa passare per una azione visionaria come se una cosa del genere fosse mai accaduta. Questa è semplicemente una fake news. Perché se è vero che la città unica si costruisce su opere da area urbana, è anche vero che queste opere esistono già. Sono il centro commerciale Metropolis, il Parco acquatico, il viale Parco Principe, il Parco Robinson, l’esproprio di 250 ettari per l’Università della Calabria, il Palazzetto dello Sport, l’area Industriale di Lecco e di Cutura, il Poliambulatorio di Quattromiglia. Me ne sfuggirà qualcuna. Mi chiedo e chiedo ai consiglieri comunali di Rende (maggioranza e opposizione), come sia possibile tentare di far passare un ponte di cent’anni fa che si utilizzerà per una pista ciclopedonale per un’opera visionaria. E’ semplicemente una bufala, direbbero a Roma. Quartopiano-Manna vuole appropriarsi di qualcosa (la visione di area urbana) che non gli appartiene. Se esistesse anche in politica il reato di appropriazione indebita, questo sarebbe un caso esemplare. In tutta coscienza, caro Antonio Infantino, pensi davvero che sia questo “migliorare” la comunicazione istituzionale? Io che conosco la tua intelligenza non ci posso credere.

  • La determina sancisce anche che è stata effettuata un’ indagine di mercato.

Osservazione: Ma dai. A me sembra una bugia. Non credo, almeno, che l’indagine sia stata effettuata da Antonio Infantino. E’ troppo intelligente e attento. Si sarebbe accorto (bastano 2,50 euro sul Registro Imprese) dall’ultimo bilancio approvato (2019) che Quartopianosrlsha un fatturato annuo di 82.101 euro, superiore alla somma in determina di soli 16.101 euro. Se Infantino avesse visto questo, si sarebbe rifiutato di firmare la determina o, perlomeno, di scrivere di aver effettuato la ricerca di mercato. Anche questa è una questione etica e non politica. Per questo chiedo ai consiglieri comunali (maggioranza e opposizione) di approfondire e controllare che i soldi spesi dall’amministrazione comunale lo siano nell’interesse di tutti i cittadini di Rende (sia di quelli che hanno votato Manna, sia di quelli che non lo hanno votato che, è bene precisarlo, sono molto di più di quelli che lo hanno votato).

  • La determina dà atto che il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è stato acquisito e che esso risulta regolare.

Osservazione: Dulcis in fundo. ll bilancio del 2019 non evidenzia, salvo errore mio, la presenza di personale dipendente. Non sono né un economista, né un commercialista. Infantino ne sa certamente molto più di me. Ma ne capisco quel tanto che basta a farmi affermare che nel bilancio non ci sono costi del personale. Ci sono, invece, precisamente 69.920 euro di costi per servizi. Il che significa che Quartopiano affida a terzi i lavori di comunicazione che ottiene. Come faccia ad avere un DURC è un mistero. Anche questo è questione di etica e mi appello ai consiglieri comunali che sono i controllori dell’amministrazione, per verificare se il DURC esiste (potrebbe avere assunto 1 o 10 persone nel 2020, eh).

Non ho più osservazioni. Mi resta il rammarico per aver coinvolto un galantuomo come Luigi Vite, al quale va tutta la mia stima e il mio affetto, in questa vicenda, francamente melmosa e mi restano due certezze. Una è quella dell’ottimo lavoro dai ragazzi della redazione di LiberaRende, se escludiamo qualche superficialità che va evitata in futuro. L’altra è la professionalità di Antonio Infantino che, sono certo, riuscirà o a smentire clamorosamente le mie osservazioni, o a trovare il modo per rimediare a questo che potrebbe essere il più grande errore della sua onorata carriera.

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