Rende, Iantorno: “una città che stenta a garantire servizi primari, non può spendere 100.000 euro per le feste di Natale”
Politica Locale

Rende, Iantorno: “una città che stenta a garantire servizi primari, non può spendere 100.000 euro per le feste di Natale”

Una città che stenta a garantire i servizi primari (scuole, luce, acqua, sanità, sicurezza, ambiente, viabilità, strade, piazze e parchi, ecc.), che a fatica quadra i conti 2021 solo grazie ad eventi straordinari e non ripetibili in assenza di adeguate competenze, i cui meriti peraltro sono ormai ben noti, che attende risposte concrete ai grandi temi così come vengono richiamati solo per clamore mediatico, addirittura si parla dopo ben otto anni di governo cittadino di nuove adunanze straordinarie per la discussione che ancora non ha definito la questione predissesto, la scadenza naturale del 31/12/2022 è prossima senza che si conosca la strategia per la positiva conclusione della procedura in emergenza sanitaria, economica e sociale, e nel pieno della quarta ondata epidemica con la classificazione della Calabria a zona gialla prevista per lunedì 13 spende 100.000 euro per le feste di Natale, il resto degli oltre 3.100.000 euro incassati dalle alienazioni immobiliari. Non è polemica ma constatazione degli atti e dei fatti amministrativi posti in essere negli ultimi giorni

Non siamo contrari alla promozione territoriale, artistica, culturale e sociale, tutt’altro. Ma non ci piace impressionare il popolo. Di certo non tolleriamo la strumentalizzazione e la spettacolarizzazione della pubblica amministrazione e della politica più in generale, anche se all’attualità è fenomeno dominante non solo a Rende purtroppo per noi cittadini

Non è questo l’esempio che, a nostro avviso, bisogna dare alla collettività amministrata. Riteniamo, poi, inaccoglibili motivazioni del tipo “è un messaggio positivo, beneaugurante, di speranza a superamento del periodo pandemico e relative drammatiche conseguenze” mentre nella vicina Cosenza. Il pubblico che si sostituisce al privato e viceversa non ci rappresenta. Quanto al Consiglio Comunale di oggi è del tutto chiara l’opportunità temporale in vista delle elezioni provinciali di domenica prossima.

A parte la riesumazione del cadavere con la regia di qualche luminare delle tenebre – estremo tentativo di un fallimento annunciato -, per i punti 4, 5, 6 e 7 si cerca una legittimazione istituzionale nel caos urbanistico più totale né può valere l’approvazione consiliare in tal senso. Ci sono almeno quattro vizi di nullità e/o annullabilità che impongono il ritiro dei punti per i necessari approfondimenti e chiarimenti tecnico-giuridici. Nel frattempo, però, con atto di Giunta e determina dirigenziale avviano la riqualificazione territoriale di Villaggio Europa. Del PSC e strumenti collegati nessuna traccia. Per non parlare della partecipata Rende Servizi S.r.l.: ad oltre un anno dall’annunciazione siamo ancora in attesa di conoscere il nuovo piano industriale. È proprio il caso di dire “l’istituzione ad uso e consumo dell’amministrazione”

Concludiamo parafrasando una grande canzone italiana “la musica è finita gli amici se ne vanno …..”

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