Rende: Iantorno difende il patrimonio comunale e sollecita azioni concrete
Politica Locale

Rende: Iantorno difende il patrimonio comunale e sollecita azioni concrete

COMUNICATO STAMPA
“Sono ormai passati sei mesi dal Consiglio Comunale del 22 settembre 2020 che di fatto ha sancito il distanziamento da questa Amministrazione ed a tutt’oggi le questioni politiche di interesse generale per la comunità rendese restano aperte. Più volte siamo intervenuti in questi mesi sui vari argomenti e, al di là della critica e della polemica, abbiamo sempre offerto spunti interessanti per risolvere le questioni, sollecitare la concretizzazione di azioni peraltro già definite, correggere indirizzi e atti non propriamente adeguati, suggerire nuove idee e soluzioni innovative per il rilancio della nostra città.
A parte l’ultima deliberazione sul personale, tema su cui manterremo altissima l’attenzione e ritorneremo per approfondimenti e chiarimenti necessari ad una corretta pratica amministrativa, di queste importanti questioni pubbliche non sappiamo più nulla.
Abbiamo sì registrato un cambio di passo ed uno scatto in avanti, ma solo nella coltivazione e nel perseguimento di ambizioni individuali e, parallelamente, nell’intensificazione di annunciazioni, consultazioni, proclamazioni e protocollazioni a fini propagandistici, nella strumentalizzazione di argomenti seri per discussioni consiliari del tutto sterili oltre che nell’esplicitazione di riferimenti politici deviati e devianti.
Prendiamo, ad esempio, il patrimonio: dopo la ricognizione, l’inventariazione e la fascicolazione dei beni comunali – due anni di lavoro anche in ottemperanza alle disposizioni normative sulla revisione straordinaria del patrimonio pubblico con conseguente positivo impatto sul bilancio comunale -, abbiamo allestito e approvato l’elenco dei beni disponibili quale atto propedeutico alla predisposizione e proposizione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Così strutturato, mai prima d’ora, detto piano rappresenta un pilastro ed uno strumento strategico di programmazione e sostenibilità finanziaria pluriennale che, nel nostro caso, assume ancora più valore se contestualizzato rispetto alla procedura di riequilibrio ed alla situazione pandemica, tant’è che l’avevamo definito il nostro piccolo recovery fund.
Richiediamo e sollecitiamo l’attuazione delle fasi già a suo tempo individuate e che qui di seguito ribadiamo.
La formalizzazione delle tre alienazioni ex CUD (transazione per euro 1.840.000, di cui 1.500.000 cash e 340.000 a scomputo dei canoni locativi per la concessione decennale di spazi richiesti dal Comune stesso), ex Contatto (per euro 1.450.000 cash da verificare in base al dispositivo di delibera) ed ex Plaza (per euro 313.600 cash) per un totale di 3.263.600 euro cash. Lo stralcio intermedio per la classificazione di beni già oggetto di manifestazione di pubblico interesse e valutazione per un controvalore di oltre euro 1.000.000 sempre cash. La ridefinizione del piano generale con il riconoscimento dei beni comuni (ancora da chiarire la vicenda di terreno e fabbricato abusivamente occupato in via Panagulis ex sede del Liceo) e l’inserimento, in particolare, dei terreni del Marco Lorenzon e dell’ormai ex Cittadella della Salute una volta sanata l’anomalia circa la diversa destinazione urbanistica generata con il Documento Preliminare del Piano Strutturale Comunale.
Al riguardo, ricordiamo che, per legge, i proventi da dismissioni immobiliari possono essere destinati esclusivamente alla copertura di spese di investimento ovvero, in assenza di queste o per la parte eccedente, per la riduzione del debito. Ne desumiamo, quindi, nel caso del nostro Comune, che, pur operando eventuali ed ulteriori accantonamenti prudenziali a salvaguardia del bilancio, buona parte di queste entrate deve essere destinata al ripristino di qualità ed all’incremento dell’offerta di servizi alla cittadinanza.
Riteniamo doveroso richiamare all’ordine i nostri Governanti affinché mettano al centro dell’agire politico il benessere collettivo, diano risposte alle esigenze, vecchie e nuove, della comunità e sostengano lo sviluppo economico e sociale di Rende.
Il patrimonio immobiliare comunale non può e non deve essere svenduto per interessi particolari, a fini speculativi e di consenso elettorale passato e prossimo, non può e non deve essere merce di scambio al pari di altro – gravissime al riguardo risultano le affermazioni espresse dalle massime autorità istituzionali –, ma esso è ricchezza della città costruita negli anni con i sacrifici dei cittadini rendesi e, come tale, deve essere tutelato e valorizzato.
Invitiamo i Consiglieri tutti ad essere attenti e presenti sul tema, responsabili del proprio ruolo di indirizzo e controllo dell’azione politico-amministrativa, come nel caso del PalaSport di Villaggio Europa su cui interverremo a stretto giro.”
Pierpaolo Iantorno

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

You may also like

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *