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Rende, De Rose per un cambio di marcia: “Il dovere di guardare oltre”

Rende Cambia Rende: Dobbiamo avere l’ambizione di “coalizzare” e convincere la maggioranza dei rendesi”

RENDE-Si arricchisce il dibattito politico in vista delle prossime elezioni amministrative. È il consigliere Massimiliano De Rose, portavoce del gruppo politico Rende Cambia Rende, a chiedere un cambio di passo appellandosi al senso di responsabilità e di appartenenza comune; in un comunicato scrive: “Che questa amministrazione abbia deluso e che Rende sia rimasta sostanzialmente ferma in molti ambiti, addirittura arretrata in altri, è una consapevolezza assai diffusa a Rende che difficilmente perdonerà per questi anni di sostanziale immobilismo. Le priorità e le urgenze di Rende sono rimaste esattamente quelle di 4 anni fa e, ancora una volta, tracceranno il campo del confronto nella prossima campagna elettorale, tanto basta a misurare questa esperienza di governo. L’esigenza di dover superare le esperienze di questi ultimi anni è molto avvertita a Rende, ma per quanto diffusa da sola non può bastare a tracciare anche il perimetro di una coalizione che non può aggregarsi sul solo presupposto d’essere antagonista a Manna o a chi per lui. Per aggregare c’è bisogno di condividere molto di più, bisogna essere capaci di guardare oltre, innanzi tutto alle priorità di intervento necessarie a dare le risposte di cui Rende ha sempre più urgente bisogno, e poi anche di essere d’accordo su quali siano i principi che debbano ispirare un progetto di governo che si proponga di proiettare Rende molto oltre questi ultimi anni. Dobbiamo avere l’ambizione di “coalizzare” e convincere la maggioranza dei rendesi consentendogli di scegliere liberamente le proposte, evitando quelle polarizzazioni del voto piuttosto note a Rende. La competizione elettorale non può diventare, ancora una volta, una questione personale che divide “a priori” tra i sostenitori dell’uno o dell’altro di turno, i rendesi non devono essere costretti a catalogarsi tra quelli pro e quelli contro, a prescindere. Diventa inoltre indispensabile accantonare i desideri di riscatto o di rivincita di chiunque e recuperare una serenità di giudizio anche sulle ragioni che hanno spinto i rendesi, quattro anni fa, a preferire un “cambiamento” qualunque, pur senza una identità definita e soprattutto senza un progetto vero e condiviso per Rende. A questo punto, facendo tesoro dell’esperienza, dobbiamo tirare le somme dei percorsi che ciascuno di noi ha fatto in questi anni, recuperare le ragioni che ci hanno spinto ad un impegno costante e difficile quale può essere quello di chi non ha occupato, o ha rinunciato ad occupare, postazioni di comando. Affrontare ogni questione in maniera rispettosa delle opinioni di tutti e disponibile al confronto con molti è indispensabile, ma occorre farlo anche in maniera risoluta, senza tatticismi dilatori, senza ipocrisie di circostanza e rinunciando a quell’attendismo che genera fraintendimenti e che, se giova a qualcuno, non giova a Rende.

Siamo per un confronto politico schietto, sincero, incondizionato, chiaro nella proposta e nella comunicazione, per una politica che abbia il coraggio di mostrarsi con le credenziali che ha e che sia disponibile ad aprirsi al contributo di quanti condividono che debba venire prima Rende delle ambizioni e dei desideri, anche legittimi, di tutti quanti. La società e l’economia sono cambiate, è cambiato il rapporto “tradizionale” tra amministratori e amministrati, anche a Rende. Qui come altrove, occorre interpretare questi cambiamenti e affrettarsi a recuperare il terreno perduto in questi anni per consentire alla politica di rimettersi al passo coi tempi, attraverso una relazione nuova e diretta con la cittadinanza favorendo la crescente partecipazione spontanea e valorizzando il patrimonio di competenze che questa città può vantare molto più di altre. Questo è per noi il “cambiamento” di cui c’è più urgente bisogno a Rende, inteso come capacità della politica di restare in sintonia con la società che rappresenta attraverso un rapporto costante di confronto in cui non ci sono posizioni privilegiate, non ci sono diritti acquisiti, ma soltanto ruoli di servizio istituzionale per gli eletti e luoghi di discussione e di proposta per l’intera cittadinanza. Un cambiamento inevitabile al quale sarebbe un errore pensare di opporre resistenza rinunciando a gestirlo, i cambiamenti della società se non si governano non lasciano scampo, la storia politica recente lo insegna. E’ questa un’analisi che sappiamo non appartenere solo a Rende cambia Rende, ma che ci accomuna a molti, per questo adesso dobbiamo avere il coraggio di metterci in cammino insieme a coloro che sentono di avere il dovere e la responsabilità di contribuire a tracciare nuovi orizzonti per Rende iniziando a costruire insieme il futuro che l’attende. Cominciamo a farlo con quanti avvertono questa esigenza e condividono questa impostazione di fondo, mettiamoci in relazione senza esitazione discutendone in maniera partecipata, pubblicamente.

Massimiliano De Rose Rende cambia Rende

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