Rende 2019: "Tutta la verità sulla vicenda De Rango"
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Rende 2019: “Tutta la verità sulla vicenda De Rango”

Onestamente non ho mai gradito la polemica, anche perché in questo preciso momento la reputo sterile e inutile,  poco costruttiva se si vuole produrre qualcosa di concreto per la città.

È  mia premura però fare alcune puntualizzazioni, perché nonostante io non abbia un nome illustre o celebre a differenza di tanti altri, è doveroso precisare alcuni dettagli su una vicenda, travisata e oggi troppo strumentalizzata.

La prima volta che mi venne sottoposto il nome di Alessandro De Rango, ad esser sincero rimasi molto soddisfatto della scelta, poiché considerato da tutti persona preparata, garbata,  che ha dimostrato nel corso della legislatura,  insieme a tanti altri compagni, di avere le competenze giuste per svolgere un ruolo politico di rilievo.  Difatti eravamo tutti  conviti e sicuri che la nostra delegazione dovesse essere rappresentata da chi, come lui,  fosse capace di costruire una coalizione credibile e vincente, che potesse assicurare continuità al lavoro svolto sinora.

Le prime consultazioni all’incontro fra tutte le forze d’opposizione, palesarono subito il diniego di molti, sulla possibile candidatura di Alessandro De Rango,  rigettando più volte la nostra proposta di una leadership riformista; ricordo benissimo il volto di Talarico, sulla nostra proposta,  un’espressione di disappunto che non ho il coraggio di  commentare, contornata dalla solita premessa perbenista. Gl’altri non furono da meno, non considerarono proprio la nostra proposta, iniziando a indirizzare la conversazione su candidature di superamento, su tecnici; ma a noi non interessò, convinti che la nostra scelta fosse giusta e coerente . In un’altra riunione difatti, manifestammo il nostro dissenso ad un candidato terzo,  considerando l’ipotesi che il superamento potesse essere rappresentato solo dalla figura di Sandro Principe;  fu lo stesso De Rango a precisare  la sua disponibilità a fare un passo indietro, nell’eventualità in cui,  la scelta fosse ricaduta su una personalità di spessore politico come l’onorevole Principe.

La situazione si fece estremamente delicata, le forze partecipanti al tavolo consultivo, iniziarono a lavorare  contro un eventuale candidatura riformista, specie di Alessandro De Rango;  diedero inizio ad una macchinosa operazione d’ isolamento e marginalizzazione, minando in maniera subdola e sotterranea la disponibilità dei nostri candidati.  In quella circostanza la valutazione dell’onorevole Principe fu ineccepibile; il lavoro dei molti giovani, fra cui lo stesso Alessandro, rischiava di andare perduto o dimenticato, se non ci fossimo presentati alla competizione con una coalizione credibile, forte e potenzialmente vincente.

La scelta dell’On. Sandro Principe, fu una decisione responsabile, si voleva in tutti i modi salvaguardare il patrimonio fino ad allora espresso, affinché i giovani,  compreso Alessandro, potessero  finalmente dare un contributo effettivo alla città, non limitandosi solo alla semplice opposizione.  Fu un discorso ragionevole e sincero, privo di  complottismi o dietrologie( quelli li fanno i malpensanti), e per noi che ne siamo diretti interessati era la soluzione migliore, per costruire una classe dirigente valida, unita e preparata.

La dichiarazione di Alessandro De Rango, dopo l’ufficialità della candidatura di Sandro Principe, sono per noi inspiegabili e prive di etica e senso logico . Io personalmente la valuto poco rispettosa, una mancanza verso i tanti giovani che avevano dato disponibilità a spendersi per il progetto, nel quale era incluso lo stesso De Rango; un atteggiamento egoistico fine a se stesso che non considera minimamente il lavoro svolto da noi tutti, semplici e umili attivisti,  nel corso dell’ultima legislatura.

La candidatura di Raffaele De Rango ha veramente del paradossale e del comico, specie tra le fila di Talarico, primo fra tutti a manifestare il disappunto per il figlio; secondo  “Mimmo” infatti, credendosi lui al di sopra di tutti, Alessandro non era la persona adatta a svolgere il ruolo di Sindaco, sia per preparazione ed esperienza, sia perché era una figura non gradita alla comunità rendese.

Ritengo che la politica non debba essere utilizzata  per scopi frivoli o  per ripicche personali,  perché tale atteggiamento non è utile alla collettività, anzi diviene un messaggio negativo per i tanti giovani che si spendono per un idea o un progetto; non oso nemmeno immaginare le motivazioni che hanno spinto Raffaele De Rango a candidarsi, semmai ce ne siano di valide, forse parafrasando un politico del passato la spiegazione più ovvia potrebbe essere questa:

Un uomo coerente crede nel destino, un uomo capriccioso nel caso.

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