Quotidiani di regime e servaggio giornalistico
Cultura e Società

Quotidiani di regime e servaggio giornalistico

Per un giornalismo libero e indipendente

“Nei grandi giornali di oggi, che non possono farne a meno, chi comanda non è più nemmeno il direttore: è l’ufficio marketing” cosi soleva recitare Indro Montanelli,  io aggiungerei semplicemente che questo “ufficio marketing” è divenuto una complessa macchina organizzativa in difesa, di interessi e fini personalistici.

Certamente non vogliamo essere moralisti, o tanto meno ripudiare il concetto che il giornalismo possa essere partigiano, anzi deve esserlo,  ma legato a ciò che può essere una manifestazione culturale o quanto meno un’idea; invece no, puntualmente sui giornali alcune notizie sono messe più in evidenza rispetto ad altre, o meglio ricevono un trattamento particolare, privilegiato.

Certamente non vogliamo essere pretestuosi, né tantomeno formulare ipotesi premature, ma in molti  fatto notare,  come sia in atto un palese tentativo di canalizzare la rete d’informazione verso determinati centri di potere,  strumentalizzando cosi l’opinione pubblica.  Per essere più chiari, le notizie pervenute da determinati centri di potere, avranno sempre un’evidenza maggiore rispetto ad altri tipi di notizie, specie se corrosive per quel tipo di rete informativa che si vuole tutelare.

Allora mi chiedo, il giornalismo deve ancora tutelare gl’interessi del popolo? E se sì, chi lo fa realmente?

Viva il giornalismo indipendente,  l’autentico giornalismo libero.

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