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Psicologia e società. Il mito della Monogamia

a cura di Carmela Renzo (Psicologa e Neuropsicologa)

In alcune culture è ammesso avere più partner alla volta. La poligamia, infatti, è sempre più diffusa. Anche Arthur Schopenhauer nel suo libro “L’arte di trattare le donne” illustra le differenze tra amore monogamo ed amore poligamo.

L’arte di trattare le donne (titolo originale: Uber die Weiber), conosciuto anche come Discorso sulle donne, è un trattato di Arthur Schopenhauer del 1851, in Italia edito da Adelphi. In un altro testo scritto dallo psicoterapeuta americano David P. Barash e dallo psichiatra Judith Lipton, “Il Mito della Monogamia”, viene frammentato l’ideale della monogamia sulla base delle molte evidenze che provengono dalle scienze dell’uomo ma anche dalle ricerche di zoologia comparata. Proprio nelle specie animali abitualmente ritenute monogamiche lo scambio dei partner è la regola, non l’eccezione. Ma allora, se la poligamia è la norma e la monogamia quasi un’aberrazione, com’è che grandi tradizioni e culture hanno potuto sviluppare questa bizzarra tendenza? Com’è che sofisticate filosofie hanno potuto presentare come “naturale” l’unicità del partner sessuale?

In tempi recenti, in seguito allo svecchiamento dei tradizionali ruoli sociali, molte persone hanno scoperto che la monogamia non è l’unica opzione. Sono pertanto emersi termini come “orientamento relazionale”. Proprio come alcune persone sono attratte da un solo sesso, mentre altre da entrambi, esistono anche preferenze circa il tipo di relazioni che si desidera instaurare. Al giorno d’oggi sono stati ufficialmente riconosciuti 7 tipi di poligamia:

Scambismo

Una relazione di tipo scambista è quella in cui una coppia fissa intrattiene incontri intimi con altre coppie. A differenza degli altri tipi di monogamia, in questo caso i membri della relazione possono avere rapporti sessuali con altri solamente in presenza del proprio partner.

Coppie liberali

Vengono definite come persone con un grande desiderio sessuale e che nutrono diverse fantasie. In generale, le persone che si definiscono “liberali” non hanno regole stabilite su come e quando possono avere rapporti sessuali con gli altri. Al contrario, parlano dei loro sentimenti con il partner. Questo orientamento sessuale può essere espresso in diversi modi. Per esempio, alcune persone partecipano a incontri sessuali di gruppo o di scambismo. Altre, invece, sono aperti agli incontri casuali, ma solo se si verificano spontaneamente.

Polisessualità (nessuna esclusività sessuale)

Alcune persone desiderano avere rapporti sessuali con partner diversi. Invece di tenere tutto nascosto, preferiscono farlo con il consenso degli altri e condividere desideri e azioni. In questo caso, parliamo di assenza di esclusività sessuale o polisessualità. Le relazioni in questo caso tendono a essere casuali. Oltre a ciò, i polisessuali fanno una netta distinzione tra sesso e amore, non riuscendo ad amare più di una persona alla volta.

Poliamore

Il poliamore differisce dalla polisessualità, dal momento che coloro che lo praticano cercano di creare più legami duraturi. Chi pratica il poliamore nelle proprie relazioni è in grado di innamorarsi di più di una persona. Per i poliamanti è importante mantenere una sana comunicazione che consenta sempre di esprimere le proprie emozioni. Tutti i membri, dunque, parlano e rendono espliciti i propri bisogni emotivi.

Poliamore gerarchico

Il poliamore gerarchico è un tipo di poligamia in cui si fa parte di diverse coppie stabili, ma alcune sono più importanti delle altre. Si parla di coppie primarie, secondarie e persino terziarie.

Poliamore non gerarchico

Per altri, parlare di gerarchie va contro l’idea stessa di poliamore. Pertanto, i difensori della versione “non” gerarchica ritengono di poter amare allo stesso modo tutti i loro partner. Ciò implicherebbe che nessuno godrebbe di privilegi rispetto agli altri membri.

Anarchia relazionale

Infine, ù alcune persone preferiscono godersi le loro relazioni senza mettere etichette. Chi adotta questa anarchia relazionale crede che le regole all’interno di una relazione servano solo a offuscare il legame affettivo.

Come capire se si è più inclini alla monogamia o alla poligamia? Gli esseri umani hanno la capacità di pensare, interrogarsi, discutere e confrontarsi; oltre a molte altre facoltà mentali che permettono loro di svilupparsi. Eppure, raramente vengono usate in questo ambito, ovvero per scegliere il tipo di relazione che si adatta meglio alle proprie esigenze. Dovremmo, invece, chiederci in che modo desideriamo vivere le nostre relazioni. Se pensate che la poligamia potrebbe essere una valida scelta per voi, ponetevi le seguenti domande:

  • Come vi sentite riguardo alle relazioni monogame che avete avuto?
  • Vi sentite sopraffatti pensando che avrete una relazione affettivo-sessuale con una sola persona?
  • Pensate che non sia “naturale” amare e relazionarsi con un solo partner?
  • Sentite o avete sentito attrazione sessuale e affettiva nei confronti di altre persone pur avendo una relazione fissa?
  • Pensate che vi manchi qualcosa in una relazione monogama? Siete stati infedeli in più di un’occasione?
  • Che sensazioni avete provato in seguito al tradimento: positive o negative?
  • Vi sentite identificati con uno dei 7 tipi di poligamia descritti?
  • Avete concluso e iniziato vari rapporti monogami in un breve lasso di tempo (monogamia seriale)?
  • Come vi sentireste se poteste avere relazioni diverse e condividere esperienze e conoscenze con più persone?
  • Come vi farebbe stare l’idea di sapere di poter stare con più di un partner alla volta?

Se avete risposto affermativamente alla maggior parte di queste domande, è probabile che la vostra personalità o le vostre esigenze, in questo momento, non vengano soddisfatte nel miglior modo possibile vivendo all’interno di relazioni monogamiche. Come succede in molti aspetti della vita, la società in cui si vive esercita una forte pressione nell’infondere determinate convinzioni; poiché la cultura occidentale si basa sulla monogamia, molte persone sono portate a criticare qualsiasi altro orientamento relazionale. Tuttavia, numerose ricerche etologiche e sociologiche hanno posto solide basi per un’idea di poligamia socialmente accettabile: secondo molte ricerche, l’essere umano non è monogamo per natura.

Le persone che scelgono la poligamia non sono più insoddisfatte, più nevrotiche, più promiscue o più disfunzionali. La poligamia non è un modo per evitare di impegnarsi. Avere relazioni aperte non vuol dire essere confusi o indecisi. Le relazioni aperte non sono esclusive delle persone giovani o inesperte. I diversi tipi di relazioni poligame, al contrario di quelle più tradizionali, prevedono una negoziazione più flessibile. Queste realtà offrono maggiori possibilità a seconda delle scelte e delle esigenze dei membri.

Concludo dicendo che ciò che in quest’articolo è importante considerare, non è il voler giustificare o motivare la poligamia, ma semplicemente far conoscere e far introiettare alla società attuale che esistono differenti modi di stare nella relazione, ed ognuno di essi deve essere tutelato e protetto se vi è una giusta consapevolezza personale.

Carmela Renzo Psicologa, Neuropsicologa in libera professione

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