Proudhon e il superamento del concetto liberale della libertà
PoliticaCultura e Società

Proudhon e il superamento del concetto liberale della libertà

Come si può sperare di essere tutti fratelli in una società manifestamente iniqua? Come si può pretendere di vivere in una società solidale, quando esiste ancora un profondo e incolmabile divario fra chi possiede troppo e chi invece non ha nulla? Come si può superare l’egocentrico egoismo del ceto borghese cosi morbosamente attaccato alla “roba” e incapace di concepire una società più giusta?

Domande a cui ancora non si è riusciti a dare una concreta risposta, domande che fanno paura quasi quanto una patrimoniale; oh  poveri ricchi, come faranno a superare questa fase cosi critica?

Gli autori socialisti da sempre, s’interrogano su tali quesiti cercando di conciliare quella antica dicotomia che esiste fra due principi chiave della rivoluzione francese: “libertà” e “fraternità”. Secondo Honneth infatti  il tentativo di ampliare il concetto liberale della libertà spostandolo concretamente dal campo individualistico a quello collettivistico e comunitario, si definisce in maniera più nitida con la seconda ondata di autori socialisti; Luis Blanc e Pierre Joseph Proudhon .

Entrambi seppur procedendo secondo percorsi differenti , fondano la loro critica dell’espansione del mercato sul fatto che suoi fondamenti istituzionali vedono riflessa la concezione della libertà determinata solo ed esclusivamente come mezzo per la realizzazione di fini privatistici, come asserisce Blanc “dall’egoismo privato”e fintanto che il concetto di libertà rimarrà  ingabbiato dalla restrizione dell’egoismo capitalista e dalle imperative leggi del mercato, sarà impossibile perseguire la realizzazione di una comunità fraterna e solidale. Pertanto si Blanc che Proudhon attribuiscono come primo obiettivo del socialismo quello di sciogliere definitivamente questa contraddizione, partendo dallo sviluppo di un progetto economico inteso non come perseguimento di obiettivi individuali, ma piuttosto come un’integrazione solidale all’interno della comunità, dunque sostituire la tradizionale concezione della libertà meramente individualistica con questa caratteristica forma di interdipendenza soggettiva.

Il primo passo in tal senso lo compie Proudhon  nella sua celebre opera Confessione di un rivoluzionario, in cui sottolinea che “dal punto di vista sociale, libertà e solidarietà sono termini identici”, la sua concezione presuppone dunque che ci siano delle innovazioni, banche popolari che diano credito senza pretendere interessi a piccole cooperative di lavoratori, dunque la realizzazione di una società in cui gli individui si riconoscano, non in una semplice “associazione” intesa come una collaborazione tra individui senza uno scopo condiviso e consapevolmente concepito,  ma un “comunità” dove la libera azione individuale confluisce nella reciproca integrazione, in cui i membri possa giungere al compimento di una piena e realizzata “libertà sociale”

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

You may also like

More in:Politica

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *