Tradizioni e Paesaggi

PROCESSIONARIA DEL PINO: AVANZATA INCONTRASTATA NEI BOSCHI DELLA SILA

 

L’inverno troppo caldo è la causa principale della proliferazione massiccia dell’insetto

I pini silani, vanto di noi calabresi, sono minacciati sempre più da un parassita dal nome “processionaria” che interessa in particolare il pino nero e il pino silvestre, più raramente infesta larici e cedri.

Attraverso i boschi del nostro altopiano, osservando attentamente questi alberi che svettano diritti verso il cielo, chiunque può notare delle “palle” di varie dimensioni, di un colore bianco grigiastro; in realtà sono i nidi dove svernano le larve della processionaria, posizionati sulle cime dei rami e sugli apici.

I nidi compaiono alla fine dell’autunno e causano una necrosi alle foglie della pianta, causandone, se l’infestazione non viene debellata, anche la morte. La larva è lo stato giovane di questo insetto e il più pericoloso. Anche fuori dal nido è facilmente riconoscibile: è lunga 3-4 cm e si sposta generalmente in gruppo ordinato in fila (da questo il loro nome volgare derivante da “processione“). Quando la processionaria raggiunge l’età adulta diventa totalmente innocua, trasformandosi in una farfalla notturna. La presenza delle farfalle rappresenta però un pericolo per la stagione successiva. Saranno loro infatti a deporre le uova per la prossima generazione di larve.

Si dice che questo insetto sia sempre esistito nel nostro territorio, ma che non abbia causato mai seri problemi come in questo momento; allora perché solo adesso sta destando preoccupazioni?

La risposta è certamente quella che oggi la processionaria prolifera in maniera vertiginosa  a causa delle mutate condizioni climatiche e ambientali. Questo insetto, teme la rigidità dell’inverno, ma noi d’inverni rigidi con grandi nevicate,di quelle che ci raccontano i nostri nonni, non ne stiamo proprio attraversando. Gli inverni sono diventati più miti, tanto da non preoccupare queste larve che tranquillamente si riparano nel loro nidi serici fino a quando, a primavera si trasformano in farfalle che puntualmente depongono le uova e proliferano sulle cime.

Per evitare una diffusione rapida e numerosa, sarebbe auspicabile la distruzione delle larve prima che essi diventino farfalle. Ma come fare, visto che questa è un’operazione molto difficoltosa?

L’unico mezzo potrebbe essere il fuoco, ma non certamente il sistema più adeguato perché provocherebbe altri danni al bosco. Gli insetticidi sono superflui giacché non raggiungerebbero le larve, racchiuse nei loro nidi, tirare una per una, queste “palle” dai rami diventerebbe un’operazione troppo lunga e faticosa. Allora non resta che l’unica soluzione possibile e certamente la più ecologica, cioè quella di impiantare una lotta biologica inserendo nelle zone infestate di processionaria uccelli insettivori ed altre specie animali capaci di distruggerla.

Facciamo, pertanto un appello alle forze preposte alla tutela e salvaguardia del patrimonio boschivo affinchè ci aiutino a mantenere sani i nostri pini. Aiutiamo questo nostro piccolo ”polmone verde” affinchè continui ad essere una preziosa risorsa e una fonte di richiamo per tutti i turisti che affollano la nostra amata Sila.

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