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Pisa – Cosenza 3-0 Profonda notte in casa rossoblu

Alla fine qualcuno deve pur retrocedere. Una verità che ho sempre fatto mia. Ma che amarezza quando ci si rende conto che con ogni probabilità sarà la squadra della tua città, la squadra per cui hai fatto sempre il tifo, un tifo viscerale, a dover retrocedere. E l’amarezza aumenta se si pensa che la squadra rossoblu si stia ormai tristemente adagiando su questo suo destino, mollando pian piano gli ormeggi e lasciandosi andare alla deriva. Ad oggi il Cosenza appare come una squadra senza gioco, senza idee, senza grinta, finanche sfilacciata. Incapace di impensierire qualsiasi avversario. Insomma un jolly per ogni avversario. Dunque una squadra che merita di retrocedere perché costruita male e riparata peggio e perché, a onor del vero, non vedo quattro compagini che meritino più degli uomini di Occhiuzzi la serie C. A poco serve parlare della gara odierna. Occhiuzzi, complici infortuni e squalifiche, presenta una formazione che sorprende tutti: davanti a Falcone torna Schiavi ai cui lati ci sono Ingrosso e Tiritiello. In mediana altro ritorno, quello di Ba, dopo il lungo infortunio, che affianca Sciaudone. A destra Corsi e a sinistra Crecco. Davanti il tridente è composto da Carretta, Gliozzi e Sacko, rispolverato dalla naftalina. In realtà il Cosenza è schierato con un 5-4-1 molto basso che punta a fare male con le ripartenze. E nel primo tempo l’idea sarebbe anche giusta a patto di avere frecce pungenti che purtroppo non possediamo. E infatti le ripartenze costruite finiscono per sbattere tutte contro i difensori avversari o in calcio d’angolo. Al quarto d’ora Sacko impegna Gori con un colpo di testa su punizione di Corsi, ma il portiere è attento e smanaccia sulla traversa. Poi tre minuti dopo Vido ruba palla a Ba e calcia impegnando Falcone. L’occasione più nitida del primo tempo la spreca però Palombi che, dopo un triangolo con Vido, taglia la retroguardia rossoblù come un coltello nel burro e calcia fuori da ottima posizione graziando il pipelet ospite. A cinque minuti dall’intervallo, su un corner battuto da Carretta, Tiritiello prende l’ascensore e colpisce di testa ma il pallone si spegne di poco a lato. Ma è nella ripresa che inizia il tracollo del Cosenza. Dopo solo quattro minuti, su un pallone lanciato lungo, Schiavi stecca il colpo di testa, sulla palla si avventano Gucher e Tiritiello. Anche il numero quattro ospite sbaglia lasciando strada al centrocampista nerazzurro che entra in area, salta ancora Schiavi con una finta, e batte Falcone per il gol del vantaggio pisano. La squadra di Occhiuzzi si scioglie come neve al sole con lo stesso tecnico che, dopo aver inserito Tremolada per Schiavi al quarto d’ora della ripresa, attende il minuto settantotto nonché il raddoppio del Pisa per gli ulteriori cambi. Raddoppio che tra l’altro arriva con una splendida punizione di Mazzitelli che mette la palla sotto il sette. C’è ancora tempo per il tre a zero del Pisa: è Marin a realizzarlo piazzando di destro dopo un triangolo con Siega. Concludo ribadendo il concetto con il quale ho aperto questo pezzo: si può perdere una partita, si può perdere una categoria ma non si deve mai perdere la dignità come invece sta accadendo. In ogni caso noi tifosi ci siamo e ci saremo sempre.

Falcone 5,5 – Sembra l’agnello sacrificale di questa squadra. Il mezzo voto sotto la sufficienza è dovuto al fatto che forse poteva fare qualcosina di più sul primo gol quando tocca con il piede sinistro. Ma sarebbe stata una goccia nell’oceano.
Tiritiello 4,5 – combina la frittata insieme a Schiavi in occasione del gol del vantaggio del Pisa. Aveva sfiorato il gol del vantaggio nel primo tempo.
Schiavi 4,5 – come già detto condivide la responsabilità del primo gol nerazzurro con Tiritiello. Fino a quel momento non aveva giocato male, ma poi il tracollo.
Ingrosso 4,5 – impiegato sul centro sinistra dove spesso si sono aperte falle clamorose.
Corsi 4,5 – tanti palloni persi sulla corsia di competenza, non è mai arrivato al cross.
Ba 5 – rientrava da un lungo infortunio. Nel primo tempo ci ha messo tanta grinta, a volte forse troppa, rischiando il rosso diretto per un piede a martello molto pericoloso. Cala alla distanza.
Sciaudone 4,5 – irriconoscibile. Lo ricordiamo solo per una progressione nel primo tempo. Poi solo corsa a vuoto.
Crecco 5 – tanto lavoro difensivo, finisce da terzino basso.
Sacko 4,5 – è vero che nel primo tempo fa un ottimo lavoro di copertura. È vero che colpisce una traversa di testa. Ma è pur vero che questo ragazzo non incide mai nella manovra se non con degli errori.
Gliozzi 5 – la solita lotta. Ma predica nel deserto.
Carretta 5 – dovrebbe essere l’uomo in più. E infatti è da lui che passano tutte le ripartenze nel primo tempo. Peccato che sembra ritardare sempre di un attimo la giocata. Se l’obiettivo del cross fosse quello di colpire il difensore avversario sarebbe perfetto.
Tremolada 4 – il flop più totale di questa fase. In mezz’ora è riuscito nell’impresa di non farsi vedere mai.
Kone, Trotta, Sueva e Bouah SV
Occhiuzzi 3 – Fatte tutte le debite premesse sulla pochezza della rosa messa a disposizione e su tutte le manchevolezze societarie, anche lui pare aver perso la bussola e il polso della squadra. Dopo decine di partite con pochissime idee di gioco, nelle ultime due gare la squadra si è completamente sbriciolata. Ma che senso ha riproporre titolari giocatori che da mesi sono in naftalina? E ancora che senso ha tenere in campo dieci undicesimi della formazione iniziale per settantotto minuti quando si perde una partita dalla quale anche raccogliere un punto servirebbe a poco senza aver fatto un tiro in porta nella ripresa?

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