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A causa del lockdown le aziende sono in ginocchio, 7 milioni di persone in cassaintegrazione

L’emergenza Coronavirus, oltre che provocare migliaia di morti, ha assestato un duro colpo all’economia del Paese, con effetti devastanti sul lavoro. Durante il periodo di lockdown, numerose aziende sono state costrette a chiudere oppure a ridimensionare notevolmente la loro forza lavoro. Il turismo, la ristorazione, i trasporti, così come buona parte di tutto il settore privato, sono stati messi in ginocchio. Per oltre sette milioni di dipendenti, le aziende hanno dovuto chiedere la cassa integrazione, si stima per un dipendente su due, ai quali vanno aggiunti quelli interessati alla cassa integrazione in deroga, provvedimento possibile anche con un solo dipendente.

Numerosissimi i lavoratori in attesa dell’accredito dovuto

Ricorrere a questi ammortizzatori sociali, significa per il lavoratore, sì , mantenere temporaneamente il proprio posto, ma anche subire un calo del reddito, visto che la cassa integrazione copre, solo sino a determinate soglie, l’80% dello stipendio. Tutto ciò, nella speranza di tornare il prima possibile al lavoro in uno scenario che prevede il licenziamento di più di cinquecentomila dipendenti. Con il decreto Cura Italia, l’Esecutivo ha messo in campo oltre Euro 11 miliardi per ammortizzatori sociali e ha esteso la cassa integrazione in deroga a tutto il Paese. Dal 30 Marzo, i datori di lavoro hanno potuto produrre domanda ed il bonifico di quanto spettante sarebbe dovuto arrivare direttamente sull’Iban del richiedente in poco più di due settimane. Purtroppo, per molti non è stato così. Infatti, sono ancora numerosissimi i lavoratori in attesa dell’accredito dovuto. Il ritardo è causato da una burocrazia che ha dimostrato di essere veramente farraginosa e complessa, ma non solo. Si è assistito, infatti, al classico “ping pong” di responsabilità dei ritardi tra i due player maggiormente coinvolti: Inps e Regioni. È inutile nascondere il profondo malessere ed i disagi provocati ad ogni soggetto interessato e a chi gli sta intorno, come il nucleo familiare, per esempio. In questo momento emergenziale, è come se tutti i nodi fossero venuti al pettine. Anche e soprattutto per quanto riguarda le inefficienze della Pubblica Amministrazione. si è palesata l’assenza totale di un dialogo costruttivo che passi attraverso la condivisione dei database della PA per inglobare tutti i dati relativi alle domande, evitando passaggi superflui e inutili, fino ad evaderle celermente e non dopo mesi. La parola d’ordine, quindi, deve essere semplificazione.

Federazione PD Cosenza e PD Rende chiedono semplificazione

Come Coordinamento Federazione PD Cosenza e Coordinamento PD di Rende, puntiamo fortemente su questo. Difatti, per noi, la Politica deve perseguire quel progetto di informatizzazione mai totalmente attuato, imprimendo una accelerazione al processo di semplificazione amministrativa e di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione sia riconsiderando profondamente le relazioni con i cittadini e le imprese in ragione dell’introduzione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione , unanimemente riconosciute quali elemento di spinta strategica per il recupero di competitività e di crescita economica del Paese, sia in una logica di miglioramento continuo dell’organizzazione e dei processi interni di ogni Ente e della sua sinergia con gli altri.

Lavoratori Siarc e “La Cascina” in situazione di grande disagio

Sul nostro territorio, alcune realtà, impegnate nella ristorazione collettiva, come la Cooperativa La Cascina Global Service, con centosei dipendenti addetti ai servizi di ristorazione dell’Unical e la Cooperativa SIARC che gestisce i servizi di refezione delle scuole dell’infanzia sul territorio di Rende, stanno vivendo sulla propria pelle questa situazione di grande disagio. I lavoratori delle due cooperative, infatti, non hanno ancora percepito la cassa integrazione oltre a non aver ottenuto una data certa di ritorno al lavoro, visto che i tempi e le modalità di riapertura di scuole ed atenei non sono stati ancora definiti. Per queste persone ed alle loro famiglie, vogliamo esprimere la nostra solidarietà, auspicando un lavoro sinergico fra Regione, Università, Scuole, Comune e Sindacati. È necessario e più che doveroso, da parte delle Istituzioni e degli attori responsabili, tutelarli e garantirli il più possibile, mirando al prolungamento da parte dello Stato dei benefici della cassa integrazione sino all’autunno prossimo, quando, si spera, scuole e università potranno riaprire. Al contempo, siamo vicini e sosteniamo tutti coloro che, vivendo in una terra già di per sé difficile, la Calabria, in questi mesi di lockdown hanno perso il lavoro.

Coordinamento Federazione PD Cosenza

Coordinamento PD di Rende

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