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Partigiani calabresi: Nino Malara e l’antifascismo anarchico

Si celebrano, meritatamente, i partigiani che hanno combattuto al Nord, senza ricordarsi di quelli che hanno resistito e combattuto al Sud; Nino Malara è uno di questi.

Di seguito un breve cenno alla sua vita estrapolato in parte dal libro del dott. Oscar Greco “Da emigranti a ribelli. Storie di anarchici calabresi in Argentina”

(…)Un altro esponente dell’anarchismo calabrese, seguito con attenzione dalle forze di polizia, era Antonio Malara conosciuto come Nino, un ferroviere nato a Reggio Calabria nel 1898,  e indicato nella scheda del 15 ottobre del 1925 del Casellario Politico Centrale come “comunista-anarchico” e come individuo pericoloso, essendo stato uno dei principali organizzatori di tutti gli scioperi ferroviari avvenuti nel compartimento di Reggio Calabria.

Nella città dello stretto aveva diretto il quindicinale anarchico “L’amico de Popolo” fondato insieme a Bruno Misefari. Trasferitosi a Cosenza, Malara continua la sua attività di sindacalista rivoluzionario e antifascista. Più volte arrestato e denunciato per complotto contro i poteri dello Stato insieme ad altri comunisti e socialisti cosentino come Fausto Gullo e Pietro Mancini, viene dapprima rimpatriato a Reggio Calabria con foglio di via obbligatorio e poi spedito al confino a Favignana dal novembre 1926 al marzo del 1927 e da qui a Lipari ove rimane fino al novembre 1931.

“La colonia di Lipari presenta a prima vista aspetti lusinghieri. Ti puoi illudere che non ci sia il mare a separarti dal resto del mondo. E quando anche ti giri e guardi verso la parte del mare vedi Vulcano sulla destra, così vicina che ti sembra poterci arrivare.” (Nino Malara dal confino di Lipari 1928)

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale porta avanti la propaganda antifascista sulle linee ferroviarie. A Cosenza è anche tra i promotori della nascita, nell’ottobre del 1942, del “Fronte unico per la libertà “, che mette insieme gli antifascisti di svariate ideologie a cui gli anarchici aderiscono con il gruppo “Unità proletaria”. Insieme a Pio Turroni e Giordano Bruch è tra gli organizzatori di un Convegno anarchico che si tiene a Cosenza il 5-6 giugno 1944 e che si prefigge lo scopo di gettare le basi per la ri-organizzazione del movimento anarchico.

Nel 1965 quando la FAI è lacerata dal conflitto tra “organizzatori” e “antiorganizzatori”, Malara aderisce all’ala organizzatrice e malatestiana; nel 1968 milita nel “gruppo Bakunin” di Cosenza, particolarmente attivo anche nel movimento studentesco e nelle lotte sociali. Dopo la strage di piazza Fontana, il gruppo di Malara subisce l’ondata repressiva che li costringe a riorganizzarsi e a cambiare nome in “Gruppo Errico Malatesta”. Questo ed altri gruppi calabresi nel 1973 danno vita all’Organizzazione anarchica calabrese, formata soprattutto da gruppi e individualità del cosentino e del reggino, che saranno particolarmente attivi nella campagna di denuncia della strategia della tensione.

Nino Malara muore a Roma il 17 marzo 1975.

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