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Si è svolta oggi la conferenza stampa sul caso Parco Acquatico, caso riverberato anche a livello nazionale. Promotori la Federazione Riformista e Attiva Rende. Presenti i consiglieri Principe, Morrone, Beltrano e Ferrante per i riformisti; Cuzzocrea e Talarico per Attiva Rende.

Ha aperto la Conferenza il consigliere di Minoranza, nonché ex vice-sindaco di Rende, Mimmo Talarico, facendo riferimento all’annuncio di revoca, dichiarato dal Sindaco Manna, della concessione alla ditta che gestisce il Parco Acquatico. “Il Sindaco ha annunciato la revoca della concessione, ma la questione rimane aperta”, continua “noi (opposizione N.d.A), contribuiremo a fare chiarezza”. Ponendo lo sguardo sui lavoratori si esprime per le “difficoltà che hanno incontrato i lavoratori e le imprese coinvolte.”

Da noto militante e politico di vecchia data per quanto riguarda il territorio rendese, Talarico, lascia spazio alla passione: “osserviamo il racconto di una città che non merita di essere raccontata così” facendo riferimento al riverbero del caso suddetto. Sempre l’ex vice-sindaco preme perché il fatto non venga “ridimensionato ad una bravata da ragazzini, Vivacqua è il referente del sindaco della Città di Rende nel Parco Acquatico”. Chiaro invito verso il Sindaco della città di Rende a prendersi le responsabilità politiche dell’accaduto. Il dato politico, oltre che di mala gestione, che Talarico pone all’attenzione, è che il sig. Vivacqua, nelle scorse amministrative, era un candidato delle liste di Manna, “le cose coincidono?” continua il Talarico.

Il consigliere di minoranza poi apre sul versante tecnico della questione. Specificamente fa notare che, nel capitolato d’oneri, sono previsti obblighi, essendo una struttura pubblica, per la società concessionaria: quello della non sospensione delle attività, chiuse invece dal 1 Settembre del 2019 fino a Giugno 2020; no all’abbandono della struttura; sostenere spese dirette e indirette, cosa non avvenuta dato che le utenze di tre mesi sono state pagati dall’amministrazione comunale quindi, in ultima analisi, dalla cittadinanza; rendicontazione relativa alla gestione finanziaria da presentare ogni anno, rendicontazione persa nel nulla e molto altro ancora. Chiude Talarico, facendo un appello alla giunta per una presa di responsabilità esclamando “in nome della Rende civile e democratica che ha immaginato e compiuto un percorso virtuoso, non possiamo permettere tutto questo.”

Il secondo a parlare è stato Sandro Principe, ex-sindaco di Rende, nonché parlamentare della Repubblica Italiana che ha ricoperto anche incarichi governativi sotto il Governo Amato I e Ciampi. “Premetto che condivido quanto detto da Mimmo Talarico, ma il punto è anche un altro: mai è stata evidenziata la missione del Parco Acquatico!” Principe ci tiene a sottolineare questo aspetto, essendo la sua amministrazione fautrice iniziale del progetto. “Il Parco Acquatico è un intervento europeo, in quanto tale deve seguire degli obiettivi specifici. Capacità attrattiva, sbocco occupazionale, valenza extra-territoriale e valorizzazione del territorio sono carenti nella gestione odierna”. L’On. Principe fa notare che dopo l’intervento infrastrutturale bisogna anche garantire i servizi e l’occupazione per cui una struttura pubblica nasce. Lasciandosi ad una battuta dice: “è come dare una Ferrari ad un apprendista di una scuola guida, dopo la prima curva cosa può succedere?”.

Dopo le prime dichiarazione, Principe precisa che, secondo lui, l’ingresso nella Parco Acquatico, tranne per avvenimenti particolari, dovrebbe essere libero e gratuito dato che si tratta di una struttura pubblica.

L’attuale consigliere di minoranza, ex-sindaco, si domanda anche su ulteriori questione spinose per il sindaco Manna. Affermando che questa è “l’amministrazione dei progetti in deroga” evidenziando la mancanza di capacità amministrativa della giunta comunale. Ciò che sciocca di più, giustamente, sia Talarico che Principe, è la malsana proliferazione di privatizzazioni che riguardano il territorio rendese: dal cimitero, allo Stadio Lorenzon fino al Parco Acquatico; con strumenti come il project financing e l’avvalimento che sono state definite dall’On. come “truffe legalizzate”.

Ultimo a esporre le proprie opinioni Cuzzocrea per Rende Avanti. “Gravissimo che l’amministrazione non abbia fatto qualcosa quando già a Settembre i lavoratori avevano fatto sentire le proprie evidenti difficoltà” sentenzia, “manca senso di responsabilità” annuncia a gran voce che “dalla settimana prossima convocherò una riunione preliminare per ottenere tutta la documentazione relativa alla gestione del Parco Acquatico conclude.

Durante le domande dei giornalisti, i delegati delle formazioni politiche ci tengono a sottolineare che, le strutture pubbliche in gestione ai privati peccano di investimenti e che la gestione stantia della cosa pubblica non è più accettabile in questo modo.

Rimaniamo in attesa di risvolti nella vicenda.

 

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