Politica Locale

Ospedale e Facoltà di Medicina a Cosenza, Principe: “Unical habitat ideale”

Dalla Pagina Facebook di Sandro Principe

In merito alle levate di scudi del PUC (Partito Unico Catanzerese) mi corre l’obbligo ribadire quanto segue:

La mobilitazione di ben sei movimenti ed associazioni Catanzaresi per demolire una mia idea, ribadita in un articolo apparso su “il quotidiano”, avente ad oggetto la ricerca, la localizzazione del nuovo ospedale cosentino all’Unical e l’istituzione della facoltà di medicina, mi lusingherebbe se non fosse una pallida riedizione del PUC (Partito Unico Catanzarese), che non mi pare sia ricordato, fatta salva qualche lodevole eccezione, per le sue visioni di scenario in Calabria ma, al contrario, è noto per il suo egoismo territoriale.

Il proclama, questo sì intriso di campanilismo, con furia iconoclasta, non risparmia critiche feroci, forse senza accorgersene, alle classi dirigenti del Capoluogo, allorché rievocando la storia calabrese fatta di sprechi, dimentica che la Regione Calabria dalla sua istituzione è stata guidata per ben 32 anni, su 50, da personalità catanzaresi.

Per quanto mi riguarda, non ho mai avuto ruoli nel settore della sanità, e penso di avere lasciato un buon ricordo nelle Istituzioni che ho guidato, insieme a molte tracce in opere e servizi sul territorio, come la ristrutturazione del Museo Archeologico di Reggio Calabria, la Varia di Palmi, a voler tacere dell’attenzione riservata al Politeama, al Parco Archeologico ed al Museo di Scolacium ed all’edilizia scolastica superiore di Catanzaro, per citare alcuni esempi.

Tornando al contenuto del mio scritto, sono convinto che essendovi nel Paese, ed anche in Calabria, una imbellente necessità di avere più medici e più infermieri, l’istituzione di una nuova facoltà di medicina, inserita oltretutto in un Ateneo ricco di facoltà scientifiche, dovrebbe essere considerata una opportunità da non perdere.

L’Unical sarebbe l’habitat naturale per ospitare la nuova facoltà, che non darebbe fastidio a nessuno, poiché in Calabria altri Atenei non riescono a soddisfare la domanda di medici e di infermieri.
Nutrivo la speranza che, non avendo la mia idea alcuna intenzione campanilistica, nè tantomeno avversione, per le ragioni dette, verso la UMG, non avrei suscitato una liturgica levata di scudi, con il richiamo a procedure che, ove correttamente citate, sono destinate, comunque, ad essere spazzate via nel nuovo scenario con cui l’Italia dovrà misurarsi alla ripresa. Uno scenario che, mi auguro, potenzi i servizi alla persona, come valore da privilegiare.

Peraltro, essendo chi scrive un soggetto titolato da molteplici “ex”, per come rilevato (comunque, meglio ex che x), e quindi privo di poteri decisionali, mi sorprende la stizzita virulenza, assolutamente gratuita, della nota Jonica, dal momento che non posso mettere in campo altro che le mie idee, cosa che ho fatto senza offendere nessuno. Tengo a confermare in toto il mio pensiero, senza per questo indulgere in rozze “chiamate alle armi“, veramente fuori luogo in questo momento; nel contempo, non posso non constatare la totale mancanza di cultura e di abitudine al confronto democratico sulle idee, segnalando che le idee, soprattutto quelle valide, sono dure a morire e sono capaci di scavalcare i muri che è inutile erigere per fermarle. In ogni caso, chi le professa certamente non si fa intimidire dal linguaggio offensivo e violento.

Mi preme ricordare, infine, che il mio scritto si preoccupa, soprattutto, del settore della ricerca in Calabria, da finalizzare, a mio modo di vedere, alla crescita del sistema produttivo, del servizio sanitario e per creare opportunità di lavoro.

P.S.:
Con l’occasione, mi piace ricordare un episodio verificatosi durante la mia esperienza di assessore regionale.

In una riunione della Consulta della Ricerca, tenutasi presso l’Ateneo di Germaneto, si discuteva dove allocare 3 centri di competenza, di cui uno in Bioscienza. Si accese una vivace discussione tra il Rettore dell’UMG e il Rettore dell’UNICAL. Quest’ultimo, insisteva per avere il centro di competenza in bioscienze ad Arcavacata, evidenziando elementi qualitativi e quantitativi in favore dell’Unical.

La decisione della consulta si orientò in favore dell’UMG, su decisa proposta dell’Assessore Principe. In quella occasione, il Magnifico Rettore dell’UMG dell’epoca, il compianto prof. Venuta, mi ringraziò dicendo “Sandro hai evitato una rottura in seno al sistema Universitario Calabrese”. Il Prof. Venuta, ahimè, non è più tra di noi. Spero che in Germaneto ci sia qualcuno che ricordi questo episodio di campanilismo alla rovescia, che provocò un certo dispiacere al Prof. Latorre ottimo Rettore dell’Unical, e mio amico. Mi auguro altresì, che nell’Ateneo Magna Grecia ci si ricordi della mia posizione assunta a difesa di Germaneto, insieme all’On. Doris Lo Moro in un momento di forte contrasto con la Regione, tanto che il Prof. Venuta pretese che io parlassi alla cerimonia di inaugurazione di un reparto ospedaliero universitario.

Per ultimo, vorrei capire perché, prendendo atto della grave carenza di medici e di operatori sanitari, lo Stato non dovrebbe, ad un tempo, potenziare UMG ed istituire medicina presso l’Unical, utilizzando anche i fondi europei, attesi i limiti della nostra organizzazione sanitaria e decenni di latitanza di ingenti investimenti in Calabria.

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