Sciopero personale Amazon HUB Via Toffetti, i lavoratori Amazon bloccano le consegne e i mezzi in entrata e uscita dai magazzini, Milano, 22 Marzo, 2021, ANSA/Andrea Fasani
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dal profilo del prof. Brunello Mantelli
La giornata del Primo Maggio avrebbe potuto, quest’anno, diventare un momento di riflessione su molteplici questioni cruciali inerenti il futuro di questo paese dopo la pandemia.
La pandemia ha infatti mostrato la debolezza strutturale di una economia fondata in parte troppo larga su turismo e intrattenimento.
Le linee del progetto di recupero UE, pur ragionevoli (economia “verde” e digitalizzata) richiederebbero, per non provocare un ulteriore arretramento del paese, interventi di politica economica in grado di favorire imprese attive in quei settori.
La crisi occupazionale creata dalle misure anti Covid ha poi colpito in modo differenziato l’occupazione, a seconda dei settori produttivi. A pagare i costi maggiori sono state le donne, occupate maggiormente nei settori obbligati a chiusure non brevi.
Lo sviluppo della logistica, indotto dalla crisi, ha da un lato privilegiato l’occupazione maschile, prevalente nel settore, dall’altro ha dato maggior forza strutturale ai lavoratori della logistica stessa, permettendo loro di avviare vertenze e conflitti significativi (caso Amazon, ad esempio, ma non solo).
Su tutto questo è calato il silenzio, a fronte del fracasso cagionato dalle dichiarazioni (magari in sé condivisibili, ma di fatto divenute arma di distrazione di massa) di un guitto (a libro paga di Amazon, per inciso), della stoltezza sorprendente di un po’ di burosauri RAI, e del pettegolume di cui si nutre una stampa ormai globalmente illeggibile.
Ciliegina sulla torta, l’applauso al guitto da parte di larghi settori della fu sinistra.

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