Cultura e Società

Musica, arte e sport contro il razzismo

Discipline un po’ speciali che uniscono gli uni agli altri

La musica, l’arte e lo sport possono essere considerate discipline un po’ speciali, aiutano da sempre a superare le barriere del razzismo, avvicinando le culture delle popolazioni di tutto il mondo; sono i migliori ed i più immediati  veicoli  di conoscenza che ci portano a riconoscere il “diverso”, ad accettare, ad apprendere, a tollerare, a collaborare, a costruire. Se non esistessero la musica, l’arte e lo sport vivremmo in un mondo grigio, soffocati dalla povertà del nostro spirito.

La musica in particolare quella etnica è quella che ci avvicina alle diverse civiltà, in quanto rappresenta l’espressione diretta delle emozioni più vive, delle tradizioni più profonde e della evoluzione dei popoli di ogni parte del mondo. Attraverso melodie, ritmi, strumenti e voci che si rifanno tradizioni locali e secolari ci si avvicina gli uni agli altri, ci si sente uniti in un’unica voce.

Lo sport è un’attività che aggrega e socializza, e per questo diviene genuino veicolo di crescita individuale e collettivo contro ogni forma di razzismo. Lo sport ci mette in contatto con gli altri, ci fa sentire vicini, fa cadere le differenze e i pregiudizi culturali, avvicina le persone anche se appartengono a razze diverse, fa trovare forme di comunicazione, sa offrire quindi significato e calore alla vita di ognuno. Lo sport sin dall’antichità ha rappresentato quell’attività agonistica regolata e impostata sulla lealtà e sulla disponibilità ad accettare l’altro. Le Olimpiadi che si svolsero per la prima volta all’Olimpia, in Grecia, in 776 a. C. costituivano un momento di grande esaltazione dello sport visto come un avvenimento di unione, di aggregazione, tale a determinare l’interruzione delle guerre e di tutta altra lite. Nel 1896 il barone francese Pierre di Coubertin, un francese aristocratico animato per idee umanitarie e pacifiste organizza i primi giochi moderni ad Atene. L’ideale sportivo proposto da Pierre di Coubertin non si identificava solamente con la vittoria. Era fondato su dei principi morali di un alto valore come la pratica dello sport, l’accettazione della sorte favorevole o contraria, la partecipazione delle nazioni, delle razze e delle classi sociali più varie. Da allora le Olimpiadi che si celebrano ogni quattro anni continuano ad essere celebrate con lo scopo di essere veicolo di pace, tolleranza e educazione al rispetto della diversità.

E infine, l’arte sia come oggetto comunicativo sia come pratica professionale e sociale, rappresenta un mezzo efficace di lotta contro il razzismo, uno strumento utilizzato dall’uomo per conoscere se stesso, le sue origini, il suo destino, ma anche un modo per esprimere i soprusi subiti, la propria sofferenza, i propri ideali. Spesso attraverso le sue forme espressive diventa medium ideale per incoraggiare il dialogo interculturale e promuovere una cultura antirazzista fra le giovani generazioni, promuovendo al contempo nell’uomo l’interesse ad affrontare i temi del contrasto al razzismo e alle discriminazioni.

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