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Meritocrazia Italia: aiuto economico (mes e recovery fund) solo condizionato alla modifica del trattato di maastricht

L’emergenza pandemica sta comportando un notevole dispendio di risorse economiche straordinarie, sia sotto il profilo delle maggiori spese in ambito sanitario per acquisto di materiale e attrezzature e assunzione di personale medico e infermieristico, sia con riferimento agli ulteriori interventi necessari a contenere le lacerazioni del tessuto economico nazionale portato da lockdown generalizzati e locali.

La nuova stretta sull’esercizio di attività commerciali impone, infatti, la previsione di sussidi, ristori, ammortizzatori sociali e bonus per imprese e lavoratori, che, non potendo gravare sulle già scarse finanze del bilancio statale, vengano ora attuate mediante manovre in deficit, sfruttando la libertà dal patto di stabilità (come noto fissato al 3% del rapporto debito pubblico/PIL) straordinariamente accordata nei mesi scorsi dal Consiglio della Commissione europea.

L’Italia ha finora emesso titoli pubblici nella relativa certezza che, una volta sul mercato, sarebbero stati assorbiti in larga parte dalla BCE. Ma, ove la BCE decidesse di cambiare i criteri di ripartizione dei propri acquisti, disincentivando la convenienza a emettere titoli di Stato, gli Stati membri, tra i quali l’Italia, si vedrebbero costretti ad accedere a misure di supporto come Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) e Recovery Fund.

In non poche occasioni, tra comunicati, interviste e incontri di studio, Meritocrazia Italia ha già espresso motivate riserve nei confronti dell’utilizzo del MES, non sulla opportunità quando sulla natura del MES (vedi caso Grecia) anche per la linea di credito da 35 miliardi di euro destinata al campo della sanità, stante l’opacità delle condizionalità sottese al Trattato di Maastricht che lo ha istituito.

Per altro verso, il Recovery Fund, immaginato proprio per contrastare la crisi causata dall’evento pandemico e consentire la ripartenza, non sembra misura in sé utile e sufficiente, non tanto perché subordinato all’elaborazione di progetti di investimento in settori prioritari come la transizione ecologica, l’innovazione, la formazione e la salute, ma soprattutto per via della dilazione nel tempo dell’erogazione.

Meritocrazia Italia, pur consapevole del momento di oggettiva difficoltà, auspica un approccio di verità a favore del popolo italiano ed invoca lungimiranza nelle opzioni politiche e attenzione per la tenuta socio- economica della scelta di accettare prestiti soggetti a condizioni imposte dai Paesi più forti finanziariamente.

Dovremo evitare che questa fase di ulteriore indebitamento conduca il nostro Paese in una crisi irreversibile che comporti poi, come effetto, l’espropriazione di tutti i nostri tesori, artistici, culturali, territoriali, infrastrutturali ecc. (proprio come è avvenuto in Grecia).

Nessuno può cancellare con un’azione di sostegno economico la nostra identità nazionale.

Per questo, invita il Governo e tutte le forze politiche del Paese alla massima coesione per chiedere insieme alla

Commissione Europea di:

  • rivedere, PREVENTIVAMENTE alle scelte, le condizionalità, emendando le norme europee che lo prevedono (art. 3.7 del Regolamento 472/2013, sulla sorveglianza rafforzata, e artt. 122, comma 2, e 136, comma 3, del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea) attraverso un accordo tra capi di Stato e di governo;
  • rivedere e semplificare, PREVENTIVAMENTE alle scelte, le regole del Patto di Stabilità, ad ora sospeso, in favore delle economie più vulnerabili (il limite del deficit del 3% del Pil previsto non potrà stabilizzare il debito), con attenzione per la riduzione della spesa rispetto all’andamento del Pil, e non al deficit

Ciò si propone senza rinnegare l’importanza dell’impegno che lo Stato italiano dovrà profondere nell’attuazione, compatibilmente con l’emergenza sanitaria in corso, delle raccomandazioni ricevute dal Consiglio della Commissione lo scorso 5 giugno 2019, dando prova della serietà d’intenti sottesi al prossimo programma nazionale di riforma, che dovrà puntare, tra l’altro, alla lotta all’economia sommersa.

Meritocrazia Italia confida nelle scelte che assumerà il Governo ed auspica un coinvolgimento, su questa scelta, di tutte le forze politiche consapevoli che non si tratterà di una opzione di legislatura ma di un serio cambiamento delle scelte politiche future.

L’Italia è un bene prezioso da tutelare contro ogni strategia.

Meritocrazia Italia – Il Presidente Walter Mauriello

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