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Libera LetteRa: ” Elezioni a Rende, Nun te reggae piu’..”

Pubblichiamo e ringraziamo sinceramente, una delle nostre lettrici per questo meraviglioso contributo.

Lettera di una giovane democratica:

“mi sia consentito dire, il nostro è un partito serio, disponibile al confronto, nella misura in cui, alternativo, aliena ogni compromess, ahi lo stress,  Freud e il sess, è tutto un cess, ci sarà la ress.  Nun te reggae più”

La genialità con cui il leggendario Rino Gaetano, ironicamente descriveva la società del suo tempo, testimonia ancora oggi, come la profonda critica ribelle espressa nei suoi testi, sia attuale e incredibilmente innovativa.

Tralasciando anche l’ipotesi, che qualche ambizioso politico locale, potrebbe asserire nel pieno delle sue capacità oratorie, che Rino Gaetano è antico, e anche lui deve essere rinnovato,  personalmente ritengo la sua sprizzante ironia, l’unico modo per descrivere, quel deprimente panorama politico, che si sta prefigurando con l’approssimarsi della tornata elettorale di Maggio. Procediamo con ordine ed analizziamo la prima strofa sopracitata, presa dalla canzone “Nun te reggae più”: “il  nostro è un partito serio”; ebbene di partiti politici a Rende è difficile parlare, la coalizione del centro destra, guidata dal uscente sindaco Manna, riproporrà quel tipico civismo contenitore di voti, privo di appartenenza culturale, che annovera fra le sue fila la sola Forza Italia, come entità partitica, considerando l’ormai stretto rapporto fra leghisti e grillini locali (poveri noi!!!).

La situazione “partito serio” nel centro sinistra è tragicamente comica; il grosso del partito è completamente sparito in tutti i suoi livelli, locale regionale e nazionale; le sue sempre più frammentate componenti, sono schegge deliranti che propugnano verità apocrife, contraddizioni esistenziali, ma soprattutto a mio modesto parere una buona dose di soggezione psico-fisica. Qui mi tocca riproporre altre due strofe: “disponibile al confronto” e chi non lo è? sono forse otto mesi che ascoltiamo questa improduttiva disponibilità al confronto ,  e come risultiato cosa si ottiene? l’alternativa all’alternativa, che ci rimanda all’ultima strofa: “alternativo aliena ogni compromess”, la mia preferita.

Oggi a Rende sono tutti alternativi a qualcosa;  e se ciò è possibile fra due differenti approcci culturali , vedi destra e sinistra,  mi chiedo da sciocca quale sono, come si può essere alternativi all’alternativa? Specie all’interno della stessa formazione e dimensione culturale? Come può chi ha maturato esperienza e formazione,  nella  scuola e tradizione della sinistra rendese, sottoscrivere dichiarazioni, che appaiono come una contraddizione esistenziale, un ossimoro ideologico, un assurdo negazionismo storico;  potevo aspettarmelo da tanti altri, specie da chi è abituato a circumnavigare ormai le diverse posizioni politiche.

Troppo spesso dimentichiamo, la nostra storia e le nostre radici, spesso e volentieri ci facciamo intortare, da sopite remore pregiudiziali, che non fanno bene alla città,  alla cultura  e tradizione politica della comunità rendese,  che oggi difendiamo strenuamente dal sacco dei “barbari”. Io sono rendese e desidero restituire alla città la dignità che merita.

Uniti quindi, nel rispetto e nella tollernza di tutte le componenti culturali, senza alternative pregiudiziali o contenitive. Stare insieme,  altrimenti sarà tutto “un cess”,  e ci sarà “la ress”.

  A malincuore,  ex iscritta,ormai, del circolo rendese.

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