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L’Europa non fa sconti al sovranismo gialloverde

Bruxelles boccia la manovra italiana, il governo Conte perde lo scontro.

Lega e m5s perdono lo scontro politico con l’Unione Europea, la belva spacca la prova di Forza dei Sovranisti italiani, Moscovici nel suo discorso alla conferenza stampa afferma: “Who will pay for this extra-spending?”. Tria e compagnia, nel seguire le vertenze degli elementi del governo Lega-M5s, beccano il rapporto sul deficit, troppo alto (131%) per poterlo ridurre con la crescita economica prevista dall’implementazione della manovra; il 2,4 del deficit sembra troppo alto.

In sostanza, la linea dettata dalla Commissione destabilizza l’esecutivo italiano, i punti quota 100 e reddito di cittadinanza, insieme a comportamenti evidentemente belligeranti, hanno allertato chi in questo momento risulta più forte. L’UE ha comunque aperto un dialogo, tre settimane per rifare i conti e ripresentare il documento programmatico; Conte chiede di parlare con Juncker sul da farsi.

Salvini, ormai vaneggiante, parla di Babbi Natale e letterine; dice : “Io vado Avanti.” Il quadro generale è molto instabile per l’Italia che rischia la procedura d’infrazione con annesse direttive riguardanti la politica economica, gli strateghi del governo gialloverde non hanno compreso la forza regolatrice posseduta dall’Unione.

Questo è successo ieri, ma la cleavage del continente ha origini passate. Da quando nel dopoguerra si iniziò a concretizzare l’idea di un’unione di Stati, per far si che i ricordi dei cataclismi sociali di cui siamo depositari rimanessero appunto ricordi, il primo passo fu creare delle zone di mercato comune tra vari Paesi. I primi istituti furono la CECA(comunità economica carbone e acciaio), la CEE  (comunità economica europea) e l’EURATOM  (Comunità Europea dell’energia atomica), la prima nata nel 1952 le altre due nel 1957. Dai primi anni 50′ sino al crollo del Muro di Berlino, la CEE crebbe inglobando sempre più paesi nella sua area, aumentando anche le proprie prerogative nei territori dei vari componenti. Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle “quattro libertà” di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999). Con l’entrata della moneta unica il 3 Maggio 2002 il processo si concluse.

Sembra che la strategia di creare un unione monetaria e non prima politica, con palesi asimmetrie, non fu stata buona idea, ad oggi se ne vedono i risultati.

Forza politiche come quelle emerse in tempi recenti, divisorie più che coesive, sono frutto delle disparità mai affrontate a livello comunitario e da un crescente sentimento di rabbia diffusa. Queste forze di cui parlo sono evidentemente forze che mirano a riconquistare sovranità su basi identitarie mantenendo chiari obiettivi nazionalistici, cosa che, in caso di crollo del sentimento unificante, potrebbe portare ad un nuovo grande dramma per tutta la geo-politica mondiale.

(I conflitti mondiali furono tre e non due, il primo fu la guerra dei 7 anni, l’ultima la 2WW. Questi conflitti hanno qualcosa in comune: tutti partirono dall’Europa e si espansero in tutto il Globo.)

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