Cultura e Società

Le vittime del nazifascismo: L’eccidio di Pietransieri

 

È importante rammentare la storia, conoscerla ed analizzarla; solo in questo modo si potrà ridurre, fino forse a farla scomparire, quella degenerata cultura nazifascista, che affonda le radici nella violenza e nel ripudio della tolleranza, e che tutt’ora raccoglie adepti, specie quelli con evidenti “disturbi  sociali”.

Proprio per questo motivo è importante sapere, che oggi è l’anniversario di una delle stragi  più brutali e al contempo quella meno raccontata, perpetrata dalla violenza nazifascista: l’eccidio di Pietransieri.

Pietransieri  è una piccola località dell’Abruzzo; qui  128 fra uomini, donne e bambini trucidati dai nazisti il 21 novembre 1943. Nessun movente se non, forse, il desiderio di eliminare una popolazione che poteva intralciare le operazioni belliche dei tedeschi.  Quella domenica un gruppo di paracadutisti fa irruzione,  distruggendo ogni cosa e  uccidendo gran parte degli abitanti; i sopravvissuti vengono riuniti nei pressi di una quercia nel bosco di Limmari, intorno a loro viene raccolto dell’esplosivo che viene fatto brillare. Chi non muore viene finito sul posto.

Sopravvive una bambina di sette anni, Virginia Macerelli, che si nasconde sotto le gonne della madre e viene rinvenuta dalla nonna, Laura Calabrese, sfuggita al massacro.

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