La strage del treno Italicus e il terrorismo fascista senza colpevoli
I primi soccorsi dopo l'attentato ANSA
Cultura e Società

La strage del treno Italicus e il terrorismo fascista senza colpevoli

Sono fin troppe le stragi fasciste rimaste impunite dalla giustizia italiana, la troppa complicità delle parti deviate dello Stato, servizi segreti, P2, ha fatto sì che i colpevoli si dileguassero come ombre, e i parenti delle vittime ancora attendono di conoscere chi sono i responsabili di queste efferate stragi.

Una di queste avvenne proprio oggi il 4 agosto del 1974. Una bomba ad alto potenziale fu piazzata dai terroristi nella quinta vettura di un treno espresso, partito da Roma e diretto a Monaco di Baviera. L’ordigno esplose all’1:23 della notte mentre il convoglio transitava nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, in Emilia Romagna. Lo scoppio uccise 12 viaggiatori e ne ferì 48. L’Italicus era un treno notturno affollato visto il periodo delle vacanze. Nella tragedia ci fu un ferroviere eroe, Silver Sirotti, poi insignito di Medaglia d’oro al valor civile alla memoria. Sirotti, munito di estintore, si lanciò tra le fiamme per soccorrere i viaggiatori intrappolati nel treno e in questo tentativo perse la vita.

I procedimenti giudiziari per la strage dell’italicus hanno individuato la matrice fascista, ma non gli autori materiali. Una strage spesso dimenticata, una delle tante che hanno insanguinato il nostro Paese. A distanza di 47 anni, non si conoscono i nomi né dei mandanti, né degli esecutori, protetti da una cortina di fumo. L’ordigno era stato costruito con una miscela esplosiva, probabilmente amatolo, e con una miscela incendiaria, quasi certamente la termite. La bomba era stata inserita in una valigetta, nascosta sotto un sedile. L’esplosivo era collegato a una sveglia di una marca tedesca, Peter, molto utilizzata all’epoca, ritrovata nel corso dei primi sopralluoghi. La programmazione del timer avrebbe dovuto fare esplodere l’ordigno mentre il treno attraversava la Grande galleria dell’Appennino. Tuttavia, tra Firenze e Bologna, il treno recuperò tre dei minuti di ritardo e la bomba esplose lo stesso all’interno della galleria, ma a soli 50 metri dall’uscita. La strage avrebbe avuto conseguenze più gravi se l’ordigno fosse esploso all’interno della Grande Galleria. Il 5 agosto del 1974 arrivò una rivendicazione. In una cabina telefonica a Bologna venne trovato un volantino a firma Ordine Nero, ma i colpevoli della strage non furono mai individuati dalla Giustizia. Ordine nero fu un’associazione segreta terroristica neofascista sorta nel 1974, dopo lo scioglimento di Ordine Nuovo e la crisi di Avanguardia Nazionale. Raccolse l’eredità di un gruppo terroristico attivo in Lombardia nel 1972 e 1973, le Squadre d’Azione Mussolini.

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