La strada della Giustizia, un ricordo per Roberta Lanzino
Cultura e Società

La strada della Giustizia, un ricordo per Roberta Lanzino

A cura di Lara Ardimentoso

Giustizia. Una sola parola, 9 lettere ma un valore immenso. Una fra le “quattro stelle non viste mai fuor ch’a la prima gente” e proprio con la tua luce, hai accompagnato uomini e donne nel loro viaggio arrivando al Paradiso, accompagni e resti accanto a coloro che ancora le proprie colpe devono espiare come nel Purgatorio, ma hai accecato la vista di coloro il cui “sguardo non hai rapito”.

Di coloro, la cui anima ora vaga nel luogo più oscuro, l’Inferno. Il grande poeta, Dante Alighieri lo sapeva già al tempo, era a conoscenza che non tutti potevano godere della tua visione ed oggi io me ne rendo sempre più conto. Sai, mi sono sempre chiesta, fin da piccola quale fosse il tuo vero significato. Poi però immaginandoti come una di quelle persone introverse che non ama mostrarsi ho capito che dietro la tua corazza nascondi mille significati ed uno solo. Giustizia significa VITA. Tu sei proprio questo. E te lo posso dimostrare. Oggi purtroppo la tua luce si è spenta nelle menti di molte persone e così quella che noi definiamo vita è solo una prigione. L’uomo è imprigionato ed incatenato dalla falsità, dall’ingiustizia, dall’ipocrisia perché ciò che commette di più terribile è proprio nominare il tuo nome, è servirsi di te, della Giustizia per
commettere reati. Oggi io però sento il bisogno di parlare così come Dante fece componendo la Divina Commedia. Un’opera in cui come in un “maxi-processo” il poeta è riuscito a renderti viva dopo che la sua vita fu segnata da un’esilio, da una condanna iniziata per una “Giustizia inesistente”. Tanti, troppi sono gli eventi che mi fanno ripensare a ciò che la tua mancanza ha portato. 26 Luglio 1988. Roberta Lanzino, 19 anni, in sella ad uno scooter non arrivò mai presso la sua abitazione a San Lucido. Non potè mai più rivivere le sere con gli amici sulla spiaggia, le notti sveglie a raccontarsi storie, i colori del tramonto alle 7 di sera o quelli dell’alba alle 5 del mattino. Stuprata e seviziata venne ritrovata con la maglietta e il reggiseno arrotolati sul seno, i jeans e la biancheria strappati e buttati a pochi metri e piena di lividi e graffi vennero ritrovate le spalline appallottolate giù per la gola. Oggi questa è una storia dimenticata.

Ieri anche però. Sono passati 32 anni da quando il sorriso smagliante di Roberta non c’è ma ancora il colpevole non è stato trovato. Trentadue anni di Ipocrisia, Corruzione, di indagini che brancolano nel buio. Trentadue anni in cui le fredde aule del tribunale non sono mai state riscaldate dalla Verità. Ed ogni notte, da quel maledetto giorno, i genitori di Roberta andranno a dormire con la consapevolezza che quegli uomini in divisa, che dovrebbero rappresentarti, abusando del proprio potere, con addosso l’omertà, pur sapendo, non hanno condannato nessuno. Dove sei Giustizia? Me lo chiedo ogni giorno. Ogni ora ed ogni secondo della mia vita, quando camminando per le strade vedo forze dell’ordine che non fanno il loro lavoro, quando in Tv ascolto le parole di politici corrotti, di uomini che tali non possono e non DEVONO essere definiti.

Nonostante ciò combatterò ogni giorno, perché sono certa che arriverà quel momento in cui come Dante mi volterò e alzando gli occhi al cielo, ci sarai tu che come la stella polare guidava i marinai, ora con la tua luce, guiderai l’uomo lungo il suo infinito viaggio.

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