La “Propaganda del Fatto”: la lezione di Carlo Pisacane
Cultura e Società

La “Propaganda del Fatto”: la lezione di Carlo Pisacane

Rielaborare la “Propaganda del fatto”?

La “Propaganda del fatto” è la concezione secondo cui, la diffusione delle idee deve essere un fenomeno interdisciplinare,  basato non solo da mere parole,  ma soprattutto con l’esempio concreto che possa essere imitato dai cittadini, cosi  da creare una partecipazione libera e non vincolata al condizionamento social mediatico.

“Profonda mia convinzione di essere la propaganda dell’idea una chimera e l’istruzione popolare un’assurdità. Le idee nascono dai fatti e non questi da quelle, e il popolo non sarà libero perché sarà istrutto, ma sarà ben tosto istrutto quando sarà libero” .

Il pensiero del socialista e libertario Carlo Pisacane, eroe del Risorgimento italiano, la sua concezione della partecipazione politica e il suo attivismo sociale , sono note di autentica contemporaneità,  utili ad analizzare e capire, alcune vicissitudine odierne.  Oggi la propaganda politica, e quindi culturale e sociale, ha fatto breccia nella dimensione interattiva; i “social networks”  sono una piattaforma indispensabile, per creare partecipazione politica, che seppur impersonale e molto travisabile, risulta effettivamente capace di creare coinvolgimento.

Di che tipo di coinvolgimento si tratta? E’ veramente libero il nostro agire politico se indirizzato solo da questo metodo?

Il mondo virtuale dei Social Networks, è una dimensione eccessivamente ambigua, e di questo connotato si tinge ogni interazione che si produce fra i partecipanti, la mancanza di un approccio fattuale potrebbe spesso produrre informazioni sbagliate o interpretazioni poco lineari.  La conseguenza peggiore di questo nuovo modo d’interazione di massa è  la degenerazione di un mondo effimero fatto solo di concetti, che se non subito correlati alla effettiva realtà, possono creare interpretazioni fuorvianti e destabilizzanti per la vita e per l’organizzazione sociale.

Oggi più che mai, c’è bisogno della “Propaganda del fatto”, adattata ovviamente alle nuove forme d’interazione sociale.

 

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