Maggi Giovanni---foto Quarto Stato dopo servizio da Milano
Politica

La politica con la p minuscola. Il momento di dire basta

Il santuario della democrazia nel tempio della Repubblica italiana viene utilizzato come una stanza da gioco per i bimbi che ci rappresentano. Il Parlamento viene occupato simbolicamente dalla Lega.

La politica spicciola, ideologica, che cavalca le onde e i sondaggi, da una parte e dall’altra, hanno portato questo Paese nello scempio più totale. La politica con la p minuscola ha consegnato nelle mani di un branco di cartelli imprenditoriali le quote del mercato elettorale; perchè noi per loro, in fin dei conti, siamo come un mercato di pecore.

Le scelte sbagliate del governo, le opposizioni distruttive, le istanze dei potentati economici, i pareri dei comitati scientifico-sanitari, i cittadini irresponsabili e la pubblicità mediatica su tutto questo grande gioco hanno consunto il paese fino a ridurlo all’osso. Hanno confuso la gente chi da una parte chi dall’altra. Siamo stati male informati e lasciati quasi a noi stessi 24h su 24h, ci hanno mentito, bombardandoci di provvedimenti incomprensibili, di comunicazioni confuse, di fake-news. Il risultato: siamo caduti nell’oblio. Su facebook, su twitter, sui siti di informazione le persone si sono schierate chi da una parte chi dall’altra, in uno scontro politico invece di comprendere cosa ci hanno fatto e cosa ci stanno facendo.

Lo scontro ora lo hanno portato nelle istituzioni. Qualche ora fa, la governatrice della Calabria Jole Santelli ha emanato un’ordinanza per allentare le misure previste nel dpcm, norme in netto contrasto con quanto previsto nelle disposizioni del governo. Boccia ha chiesto di ritirare l’ordinanza in questione per non creare caos normativo. La Santelli resiste e i sindaci si schierano in base al colore.

La Lega, dal canto suo, occupa simbolicamente il Parlamento, spaccandosi anche nel cdx. Fi e Fdl non convergono per il momento verso l’alleato. Pd e 5 rimangono spaccati sul Mes in Europa mentre le istanze dei comitati tecnico-scientifici insieme a quelle di Confindustria vengono sintetizzate da Conte nei dpcm.

Insomma un gioco, a cui il Paese non può più giocare.

Da anni abbiamo visto questo gioco sulla nostra pelle, è il momento di dire basta.

Art. 1 della Costituzione: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

 

 

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