Cultura e Società

La lotta di chi protegge la propria terra: gli Indios e il disboscamento in Amazzonia

Non c’è più tempo. Il disboscamento in Amazzonia sta divagando in maniera esponenziale, e i dati sono allarmanti. Attualmente l’80% della biodiversità sulla Terra è preservata infatti dai popoli indigeni, che oppongono resistenza per conservare un patrimonio naturale indispensabile per la vita di tutti.
Non serve sfuggire o immaginare che sia una realtà tanto distante dalla nostra: perdere la diversità farà soffrire ogni specie sulla terra, e i cambiamenti climatici già in atto ne sono una prova tangibile. Eppure l’ipocrisia dell’uomo non ha limiti: devastiamo intere foreste per godere di un benessere effimero, in quanto abbiamo come prima conseguenza tangibile quella di inquinare l’aria che respiriamo. E così gli stessi brasiliani devono lottare e resistere a diverse minacce, perché nel disboscamento dell’Amazzonia sono spesso impegnate associazioni criminali ;sotate di un’elevata organizzazione logistica in modo da coordinare le fasi di abbattimento, lavorazione e vendita del legname, uccidono chiunque intralci i loro programmi.
Uno dei casi lampanti è proprio quello di Paulo Paulino Guajajara, che ha protetto la sua amata terra a costo della vita. Durante la pandemia la deforestazione è aumentata più del 50%: per i criminali la quarantena non esiste! Sembra infatti che il presidente Jair Bolsonaro abbia fornito loro degli aiuti. Alcuni leader hanno quindi richiesto all’OMS di inviare materiali per proteggere la foresta, ma al momento non sono disponibili.
Se la situazione dovesse perdurare, si stima che nel 2030 il 27% dell’Amazzonia sarà privo di alberi. Il nostro ecosistema rischia conseguenze catastrofiche e non si parla solo di effetto serra, cambiamenti del clima e rischio idrogeologico.
Moltissimi scienziati temono infatti che una futura pandemia possa originarsi dagli organismi che si trovano nei polmoni verdi del pianeta, ma nel frattempo il disboscamento avanza senza sosta. “È una questione di numeri: più danneggiamo gli habitat forestali, più è probabile che si vada incontro a epidemie di malattie infettive” — così dice Andy MacDonald, ecologo delle malattie.

 

Fridays For Future Cosenza

 

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

You may also like

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *