Politica Nazionale

La legge Anselmi, la parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro

Articolo 37 della Costituzione Italiana: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione”.

Ci vollero quasi trenta anni di vita sociale e repubblicana, da quando i padri costituenti  sancirono nero su bianco queste importanti parole di indirizzo, per iniziare a mettere in pratica, con una norma stabilita, un proposito egualitario e civile che rendesse finalmente equo il trattamento effettivo tra uomini e donne sul posto di lavoro.

Il 9 dicembre  del 1977, il Parlamento italiano approva la legge n. 903/1977 sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro; meglio nota come “legge Anselmi”, dal nome del ministro Tina Anselmi, importante figura della politica italiana.

La legge vietava ogni discriminazione di genere per l’accesso a qualsiasi tipologia di lavoro. É la legge che attua l’art. 37 della Costituzione. Grazie a questa legge si sono poste le basi per continuare, ancora oggi, la lotta per la parità.

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

You may also like

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *