Cultura e Società

Ivan Graziani, la chitarra rock della musica italiana

“A me della politica non me ne può fregar di meno. Mi interessa,invece, raccontare storie che toccano il sociale. C’è una bella differenza”.  Ivan Graziani

Il primo Gennaio del 1997, alle età di cinquantuno anni, si spegneva uno dei più grandi cantautori della musica italiana, se non il più grande chitarrista del nostro paese; Ivan Graziani.

Avanguardista e anarchico, la sua espressione artistica e musicale, è un’autentica  “fusion”  fra rock e funky; le sue canzoni fra la narrazione politicizzata e l’individualismo quotidiano, raccontano storie semplici, di uomini comuni, con sfumature ribelli e controcorrenti,  ironiche e irreverenti, espressività tipica di un autore che sapeva coniugare  benissimo, romanticismo e protesta sociale. Il suo indiscusso talento da chitarrista, gli valse la collaborazione con i migliori autori del panorama nazionale e internazionale, duettando con autori come, De Gregori, Battisti,  Ron,  Herbert Pagani ed  tanti altri ancora;  la musica di Graziani e i suoi arrangiamenti lo consacrano tra i migliori musicisti italiani, uno stile unico e inconfondibile, che ha segnato, indelebilmente, il panorama artistico internazionale.

La sua matura scelta di non allinearsi, alle case discografiche di “regime”, ne limitò successo e diffusione, ma ciò nonostante , la sua vibrante chitarra, sfondò ogni confine e muro restrittivo, arrivando ad esibirsi, persino in Unione Sovietica, Canada e Cina. Tra i suoi più importanti successi, ricordiamo: Agnese, Firenze canzone triste, Pigro, Monna Lisa, Lugano addio,  Il Chitarrista, e tanti altri ancora.

“La chitarra va amata come forme, se non ami questo lascia perdere. È come una donna, già il nome è al femminile. La chitarra non è il mandolino, il basso, il clavicembalo, il pianoforte, il trombone: è la chitarra. E poi, guarda caso, ha un buco in mezzo. La chitarra ti prende perché è avvolgente, è calda e poi è comoda. Te la porti al mare, in montagna, in macchina: prova a rimorchiare al mare con un pianoforte, portatelo sulla spiaggia. Voglio vedere come cazzo fai”.

Ivan Graziani

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