Intervista al candidato Felice D'Alessandro della lista "Io resto in Calabria"
PoliticaFeaturedPolitica Locale

Intervista al candidato Felice D’Alessandro della lista “Io resto in Calabria”

Innanzitutto, per presentarti ai nostri lettori, chi è Felice D’Alessandro? 

Felice D’Alessandro è un avvocato e un amante della cosa pubblica.  Per questo motivo ho sempre cercato di partecipare alla vita democratica del nostro territorio, sia attraverso l’attività associativa che politica. 

Dal 2011 sono sindaco di Rovito, che è anche il mio paese natale e la comunità che, insieme a tanti altri piccoli comuni della provincia di Cosenza, spero di poter rappresentare nel prossimo Consiglio regionale. Per troppo tempo, in Calabria, hanno prevalso interessi individuali, simpatie personali e campanilismi. Con la mia candidatura vorrei superare queste logiche egoistiche, portando a livello regionale quella capacità di fare squadra e di essere grandi comunità che contraddistingue per l’appunto tanti piccoli comuni calabresi.

Politicamente quali valori e quale visione ti guidano nella tua azione?

Mi sono sempre ispirato agli ideali socialisti e credo in una sinistra riformista, una sinistra in grado di governare gli enormi cambiamenti della società moderna avendo ben presenti principi come quelli della giustizia sociale, dell’inclusione e dell’uguaglianza. Ma penso che prima di qualsiasi ideale politico venga il metodo: un buon politico, infatti, deve riuscire a confrontarsi costantemente con la comunità che rappresenta (soprattutto dopo le elezioni), elaborando con quest’ultima programmi e proposte, per poi essere giudicati in base ai risultati ottenuti. 

È un modus operandi alla base della democrazia ma che tanti amministratori, specie in Calabria, hanno dimenticato. Tutto questo ha generato disaffezione, sfiducia e rassegnazione nei confronti della politica. Se non insistiamo sul metodo sarà impossibile mettere in pratica qualsiasi valore, a prescindere dall’appartenenza politica. 

Molti ti riconoscono come il candidato di Callipo nell’area urbana. Cosa può fare un consigliere regionale per quest’area?

Questi territori rappresentano il centro economico e culturale della nostra regione. Nella mia esperienza come consigliere provinciale di Cosenza ho potuto toccare con mano le problematiche e allo stesso tempo le opportunità straordinarie che appartengono a quest’area.

Un consigliere regionale deve partire innanzitutto dalla conoscenza del territorio e delle sue istanze. E lo può fare solo dialogando con gli amministratori locali e con le organizzazioni della società civile.
Ci deve essere poi una visione strategica che, a mio avviso, non può prescindere dalla creazione di lavoro stabile, dalla valorizzazione dei borghi sia montani che quelli che affacciano sul mare, delle aree rurali e dall’affermazione della legalità. E per legalità non intendo solo ovviamente la lotta alla ‘Ndrangheta, ma anche il rispetto dell’ambiente, una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi comunitari e un rapporto tra politica e impresa che elimini la logica del “comparaggio” che ha creato enormi cortocircuiti nei processi decisionali della nostra regione.

Legalità è la parola d’ordine di Pippo Callipo in questa campagna elettorale, che segnale è per il nostro territorio?

Pippo Callipo è un simbolo della Calabria onesta, umile e laboriosa, un uomo che è riuscito a creare un’eccellenza nel campo alimentare grazie alla sua capacità di ascoltare anche e, soprattutto, i lavoratori della sua azienda. Per questo ho condiviso e apprezzato molto la scelta della coalizione di centro sinistra di sostenere Callipo, una candidatura che nasce in Calabria e che interpreta al meglio lo spirito comunitario tipico di noi calabresi.

Ti sei candidato in “Io resto in Calabria” e da giovane amministratore e professionista sei rimasto nel tuo territorio. Quale chiave può garantire ad un maggior numero di giovani di restare?

La chiave è chiaramente il lavoro. Un giovane calabrese deve avere l’opportunità di poter scegliere dove vivere la propria vita: è un diritto che noi amministratori dobbiamo assolutamente garantire. Per fare questo è necessario creare lavoro qualificato e fornire alle aziende calabresi già esistenti condizioni infrastrutturali, burocratiche e fiscali migliori per competere nel mercato nazionale e mondiale. Troppo spesso, purtroppo, le nostre imprese si trovano a combattere con una burocrazia lenta e asfissiante e con delle infrastrutture gravemente deficitarie.

Per la provincia di Cosenza quale area economico-produttiva può essere determinante?

La prossima amministrazione regionale non può che partire dalla valorizzazione del settore agricolo, soprattutto in un’area, come la provincia di Cosenza, che presenta eccellenze in tutti i campi dell’agroalimentare. Da questo punto di vista ho apprezzato molto e rilancio ancora una volta le proposte presentate in questi giorni dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Calabria. La programmazione del nuovo Psr dovrà per forza di cose incentivare l’aggregazione e la cooperazione tra le aziende agricole per dare a queste ultime maggiore forza contrattuale nei mercati globali. 

La provincia di Cosenza può davvero diventare un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno se ci sarà una visione strategica di questo comparto. Soprattutto, se l’agricoltura o l’agrifood, come sempre più spesso si dice, sarà legata a doppio filo con un turismo culturale di qualità che promuova in maniera strettamente correlata prodotti, luoghi, simboli e storia; tutte cose che alla Calabria non mancano.

Nei primi 100 giorni quali sono le due azioni più forti che la nuova Giunta Regionale potrà compiere?

La prima non può che essere concentrarsi sulla sanità e il welfare offerto ai calabresi. Sedersi con il Governo per valutare come procedere con il commissariamento del comparto sanitario, intervenire sulle strutture per garantire servizi migliori e, ovviamente, partire dalle persone premiando le eccellenze, motivando i lavoratori e portando avanti progetti di riqualificazione che diano maggiore slancio e capacità di dare risposte a tutti i comparti del settore sanitario. La seconda missione urgente per la Calabria è trovare una strategia sulla gestione dei rifiuti che non può essere quella di aprire nuove discariche; non voglio più vedere aree della Calabria passare quello che abbiamo vissuto noi con la discarica di Celico. La Calabria può essere la prima regione sostenibile a livello di ciclo dei rifiuti e deve diventarlo, con coraggio, con investimenti in infrastrutture e formazione dell’utenza, con scelte di rottura col passato che guardino all’ambiente, e con esso, alla salute dei calabresi, che è il bene primario da tutelare e salvaguardare.

Una mission che ti auguri di portare a termine da consigliere regionale e di cui saresti fiero dopo 5 anni di consiliatura.

La Calabria presenta così tante criticità che è difficile scegliere un singolo aspetto. Tuttavia sarei davvero contento e orgoglioso se riuscissimo, come Consiglio e come Giunta Regionale, a stabilizzare i tanti precari che offrono servizi essenziali nella Pubblica Amministrazione. Sarebbe un atto di civiltà e un riconoscimento del diritto al futuro di tantissimi calabresi.

 

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

You may also like

More in:Politica

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *