Tradizioni e Paesaggi

In Sila vive un rarissimo coleottero del legno

La presenza del Cucujus cinnaberinus nel Parco Nazionale della Sila testimonia uno scrigno di straordinaria rarità

La Sila con i suoi 73.695 ettari di estensione di Parco Nazionale, può essere considerata un meraviglioso scrigno caratterizzato da una ricca e singolare biodiversità dall’elevato valore naturalistico e da una diversità genetica tra le più considerevoli dell’Europa. Un territorio con i maestosi alberi, custodi di storia, cultura e leggende, con la natura impervia, con l’atmosfera fatata dei dolci declivi, con le acque cristalline e con l’aria più pulita d’Europa, si arricchisce di nuove e significative scoperte.

Si tratta della presenza di un rarissimo coleottero del legno, il Cucujus cinnaberis, scoperto da due ricercatori dell’Università della Calabria, Antonio Mazzei (entomologo del Museo di Storia Naturale della Calabria, Sez. Entomologia) e Pietro Brandmayr (Professore ordinario di Zoologia del dipartimento DiBEST dell’Università della Calabria).

I ricercatori dell’Università della Calabria, Antonio Mazzei e Pietro Brandmayr insieme al Commissario UNESCO nel Parco Nazionale della Sila

Scoperto per la prima volta dal naturalista italiano Giovanni Antonio Scopoli nel 1763, il Cucujus cinnaberinus è presente in Europa centrale, ma rarissimo in Europa occidentale e meridionale, tanto da ritenerlo nel 2008, fortemente minacciato ed estinto su tutto il territorio italiano. Approfonditi studi dei due ricercatori, nel 2009, hanno rilevato la presenza di abbondanti popolazioni del coleottero sotto la corteccia di tronchi abbattuti di Pini larici del territorio silano.

Significativo ed importante ritrovamento sia sotto l’aspetto conservativo della specie sia come valore aggiunto nella politica di protezione del territorio della Sila. Infatti Cucujus cinnaberinus è una specie protetta dalla Comunità Europea, inserita nella Direttiva Habitat 92/43/cee Allegato II (Specie animali e vegetali d’Interesse Comunitario la cui conservazione richiede la designazione di Zone speciali di Conservazioni ZSC). Inserita, anche, nella Lista Rossa dei coleotteri saproxilici Italiani, realizzata dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (2018), per le specie minacciate di estinzione, come specie Vulnerabile.

Cucujus cinnaberinus è un coleottero appartenente alla famiglia delle Ccujidae, dalle dimensioni di 11-15 mm, con corpo allungato e corazza piatta colore rosso cinabro. Vive in ambiente forestali ben conservati, alla ricerca delle sue prede. Considerato un ottimo bioindicatore ambientale, in Sila non si ritrovava da circa cinquanta anni; il declino sembra dovuto alla rimozione nel passato, del legname morto e quindi alla mancanza di quell’elemento strutturale fondamentale al funzionamento di un adeguato ecosistema forestale.

I progressivi miglioramenti forestali, attivati negli ultimi decenni, accompagnati dalla crescente diffusione delle iniziative di politica ambientale e la parallela rilevanza che va assumendo nel mercato il concetto di “sviluppo eco-sostenibile”, hanno reso possibile il recupero delle condizioni naturali delle foreste della Sila e il graduale ritorno di specie di notevole pregio naturalistico e conservazionistico come il Cucujus cinnaberis.

E il Cucujus cinnaberis come ogni specie vivente, è un “capolavoro della vita” perché ogni specie vivente è un elemento di grandiosa armonia ed equilibrio in un sistema di meravigliosa complessità, dove alberi, animali, fiori e infiniti microrganismi convivono ed entrano in relazione gli uni con gli altri a sorreggersi, svilupparsi, evolversi. 

Si è trattato dunque, di una scoperta di significativo rilievo e di particolare interesse ecologico perché il ritrovamento nel Parco Nazionale della Sila di elementi faunistici di tale pregio, rappresenta dal punto di vista naturalistico e conservazionistico, un’indicazione del recupero degli equilibri naturali delle foreste della Sila.

Insomma un valore aggiunto, come sottolineato dai commissari del UNESCO, in occasione dell’ultima visita avvenuta lo scorso ottobre 2018, per il riconoscimento della Sila come patrimonio mondiale dell’Umanità.

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