Politica

In ricordo di Peppino Impastato: “I cento passi” della libertà

Oggi sono 42 anni dalla morte di Peppino Impastato, giornalista politico e antimafioso, nato a Cinisi il 5 gennaio del 1948. Già da giovanissimo, vive una dimensione totalizzante della politica, specie dell’impulso rivoluzionario del marxismo e crea nel 1977 la sua radio indipendente di controinformazione libera, Radio Aut, dove attraverso la scelta dello sberleffo e della satira, denuncia i crimini della mafia provinciale di Palermo, Cinisi e Terrasini, a cui appartenevano anche alcuni dei suoi parenti

Il 9 maggio del 1978 l’Italia non ricorda solo la notte di via Caetani e il ritrovamento del corpo di Aldo Moro, ma anche l’uccisione per mano mafiosa di Peppino Impastato. Quello stesso giorno, infatti, venne ammazzato anche il giornalista di Cinisi che aveva votato la sua vita alla lotto contro Cosa Nostra, e in particolare contro Gaetano Badalamenti, il boss che viveva vicino alla casa della sua famiglia: “i cento passi”dell’omonimo film diretto da Marco Tullio Giordana. Il suo corpo venne fatto esplodere sui binari della ferrovia e subito si tentò il depistaggio sostenendo che Impastato si era suicidato gettandosi sotto il treno.

Aveva 30 anni ed era in piena campagna elettorale, dopo essersi candidato al Parlamento con la Democrazia proletaria.

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