Il "Balilla": mito e storia di un giovane ribelle
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Il “Balilla”: mito e storia di un giovane ribelle

Simbolo di ribellione giovanile, ingiustamente militarizzato dal fascismo

Il regime Fascista, utilizzava l’iconografia del termine “Balilla”, per indicare le masse di giovani militarizzate e socializzate all’accettazione della vita di regime. Questa mistificazione terminologica ha in un qualche modo, celato nella nostra memoria, la reale storia del “Balilla”.

Il Balilla, con il fascismo non ha nulla a che fare; “solo un’appropriazione indebita” del termine. La sua vicenda, avvolta tra storia e leggenda, parla di un giovane, tale Giovanni Battista Perasso, che il 5 dicembre 1746, diede il via alla rivolta popolare, nel quartiere di Portoria a Genova, contro le occupanti truppe asburgiche.

Non esistono, comunque,  prove documentali che questo “Balilla” fosse proprio Giovanni Battista Perasso; tutto si basa solo sulla continuità della tradizione nel quartiere di Portoria, che narra di questo giovane ragazzo che lanciò quel famoso “sasso” o una “palla”  che fece scoppiare la rivolta; effettivamente Balilla potrebbe essere il diminutivo di balla (“palla”), con l’aggiunta di una desinenza latinizzante o più probabilmente ispanizzante, tutt’ora in lingua ligure con il termine ballin si indica una piccola palla.

In ogni caso il mito del Balilla fu enfatizzato e ripreso, durante il Risorgimento italiano, per alimentare focolai di rivolta popolare. Alcune immagini e parole, furono utilizzate come stimolo, motivando il popolo alla lotta per la libertà e contro gl’oppressori; “Che l’inse?” (la comincio?) il grido con cui il Balilla diede inizio alla sommossa, divenne un motto celebre durante tutto il Risorgimento.

Il Balilla è un simbolo di ribellione giovanile, d’intolleranza ad ogni forma oppressiva e di privazione della libertà individuale e non può assolutamente rimanere accostato ad ‘un’ideologia reazionaria e autoritaria come il fascismo.

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