Cultura e Società

Il 25 Febbraio nasceva Mattia Preti, il “Cavalier Calabrese”

Il Museo Civico di Rende e le opere di Mattia Preti

Il 25 febbraio del 1613 nasceva a Taverna, in provincia di Catanzaro, piccolo centro della Sila catanzarese, Mattia Preti, uno dei maggiori esponenti dell’arte italiana del seicento, detto anche il Cavalier Calabrese. Figlio d’una famiglia di nobiltà decaduta ma honorata per qualità intellettuali e morali, ben presto decide di raggiungere Roma, dove lavorava il fratello Gregorio, anche luipittore. Nell’ambiente romano conosce la produzione pittorica di Caravaggio e dei caravaggisti, avvertendone un forte richiamo, cominciando così a creare opere di grande bellezza. A questo periodo risalgono gli affreschi di San Giovanni Calibita, di San Carlo ai Catinari e di Sant’Andrea della Valle in Roma. Rimase nella capitale per quasi venticinque anni, ma parallelamente compie viaggi all’estero nell’Italia settentrionale dove entra in contatto con pittori veneti ed  emiliani tra cui Guercino e Giovanni Lanfranco, i quali influenzarono la sua pittura. Mattia Preti si trasferirà poi a Napoli nel 1653 e infine a Malta nel 1661, dove produsse un ingente quantità di opere e dove morirà nel 1699.
Il percorso artistico del pittore calabrese, dunque, ci mostra prima come uno degli ultimi interpreti del Caravaggismo romano; divenne infatti, un convinto caravaggesco”, dando origine ad una prolifica produzione pittorica arricchita dall’abilità tecnica nel rappresentare in modo teatrale le emozioni ed i tormenti dell’esistenza umana. Poi, lo vediamo trasformarsi in uno dei maggiori esponenti del Barocco, movimento culturale che nasce a Roma nel XVII secolo e si spinge fino ai primi decenni XVIII secolo. Le Opere di Mattia Preti si trovano in quasi tutte le gallerie del mondo.

Il nostro territorio ha l’onore di accoglierne diverse, alcune sono esposte nel Museo Civico di Taverna, ubicato nella città natale di Mattia Preti e altre si conservano all’interno del Museo Civico di Rende.

Quattro le opere esposte nel museo rendese: Il Soldato, il Siniteparvulos venire ad me, il San Girolamo e la Sepoltura di Sant’Andrea.

Soldato, 1630 (Museo Civico di Rende)

Soldato e’ uno dei dipinti più famosi dell’artista, eseguita intorno al 1630 e raffigura un alabardiere nell’atto di contare alcune monete sul tavolo.

Sinite parvulos venire ad me è un‘opera eseguita alla fine degli anni Quaranta del XVII secolo. È così denominata in riferimento all’episodio del Vangelo, narrato da Matteo e Marco, in cui Gesù redarguisce i discepoli che impedivano ai bambini, portati dalle madri al suo cospetto, di avvicinarsi e ricevere la benedizione.

San Girolamo è l’opera in cui sono meglio rappresentate la forza espressiva dell’autore e la sua devozione alle Sacre Scritture. Il santo, dottore della Chiesa latina, vi è ritratto all’interno di una grotta intento a meditare sulle Sacre Scritture. Nella mano destra regge la pesante pietra con la quale si percuoteva il petto in atto di penitenza.

Sepoltura di Sant’Andrea è un’opera proveniente da una collezione privata romana, e  acquistata nel 2000 dall’Amministrazione Comunale di Rende. Il dipinto ad olio, rappresenta la Sepoltura del santo.

“Nella sua lunghissima avventura pittorica, Mattia Preti ha tradotto ogni emozione, ogni tormento, ogni entusiasmo, ogni dolore in immagini nelle quali si esprime il senso della vita”-Vittorio Sgarbi

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