Idee nella storia: I primi socialisti e "l’utopia"
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Idee nella storia: I primi socialisti e “l’utopia”

Comprende la natura del socialismo, o in altri termine quello che potrebbe essere  il nesso causale che diede modo di sviluppare nuove visioni della società, è di certo un tentativo complesso e meriterebbe molto di più che di una breve commento, ma cerchiamo innanzitutto capire da dove potrebbe nascere tutto ciò.

Ad iniziare dalla Rivoluzione francese tutti i grandi movimenti di lotta sociale contro le condizioni soggioganti dettate dal capitalismo, sono animate dalle utopie, in pratica dalla capacità di progettare l’organizzazione della società futura. L’utopia non è semplicemente immaginare ciò che non potrà mai essere, ma è la convinzione di ciò che potrà essere e forse sarà.

Da questa profonda spinta emozionale prendono forma le “visioni” e le “convinzioni” dei primi autori che potremmo definire socialisti come Robert Owen, Charles Fourier o Saint-Simon,  ognuna con le sue peculiarità certamente, ma nella sostanza, l’intenzione e la volontà  di costruire una società in cui la solidarietà sociale dettasse le regole del mercato.

Owen ad esempio, amante della prassi, fondò le sue istituzioni cooperative in New Lanark in modo che grazie all’esperienza del vivere l’uno per l’altro i membri dei ceti popolari venissero educati alla “reciproca benevolenza”; allo stesso modo anche la convinzione di Fourier e dei suoi discepoli, di una comunità organizzata in senso cooperativo mediante i cosiddetti “falansteri” ovvero l’istituzione di associazioni di produttori volontari; infine l’idea più di Saint-Simon secondo cui la vera illibertà dei lavoratori è determinata dalle condizioni di vita del capitalismo e si sarebbe dovuta superare grazie ad un ordinamento sociale in cui ricorrendo ad una pianificazione centralizzata ed ognuno sarebbe stato retribuito secondo le proprie capacità ed esigenze.

Una consigliata lettura approfondita dei tre autori,  ci fa capire quanto entrambi concordassero nel ritenere che il concetto di  fraternità auspicata dalla rivoluzione francese, fosse irrealizzabile all’interno di un’organizzazione sociale estremamente iniqua.

Questa convinzione, idea o visione verrà resa ancora più limpida dagli autori che succedettero prima ondata del socialismo.

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