3 min di lettura

Novanta anni fa, il 15 gennaio del 1929 nasceva il leader della lotta per i diritti civili afroamericani

Nella società odierna in cui il moltiplicarsi di episodi di xenofobia e razzismo sembrano essersi consolidati nelle teste e nei cuori degli individui, avremmo bisogno più che mai di una figura rivoluzionaria e pacifista come Martin Luther King.

Ma chi era Martin Luther King? Martin Luther King nacque da una famiglia di pastori della Chiesa battista il 15 gennaio del 1929 ad Atlanta in Georgia, negli Stati Uniti.

Cresce nel profondo sud del paese, dove razzismo e segregazione erano molto pesanti e sin da giovane si rese presto conto che il colore della sua pelle rappresentava un ostacolo  insormontabile. A quell’epoca ai neri americani era vietato l’accesso a molte scuole, università, club sportivi, centri di ricreazione. Presa coscienza di questa inammissibile discriminazione si dedicò allo studio, laureandosi in filosofia e diventando anch’egli pastore. Decise di rimanere nel sud, a Montgomery, in Alabama, dove iniziò la sua pacifica azione contro il razzismo e la segregazione, divenendo ben presto uno dei più importanti leader del movimento per i diritti civili e fautore della non violenza. Si impose per la prima volta sulla scena pubblica nel 1955, quando esortò la popolazione di colore di Montgomery (Alabama) a boicottare i mezzi pubblici per protesta contro le discriminazioni da parte dei bianchi. Nell’Aprile 1963, organizzò una grandiosa manifestazione, 200.000 persone si riunirono davanti al Lincoln Memorial per manifestare contro la disparità di trattamento delle persone di colore negli Stati Uniti. È in questa occasione che King pronunciò uno dei suoi discorsi più importanti, in cui sono contenute le celebri parole “I have a dream…” «Io ho un sogno: – egli disse – che i miei quattro figli piccoli potranno vivere un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere». A rendere il discorso memorabile non furono soltanto le parole ma piuttosto l’immagine che quelle parole crearono: bambini di colore e bianchi che giocano insieme, la libertà per gli afroamericani di vivere in una società senza segregazioni e persone che lavorano insieme per proteggere i diritti civili di tutti . Il grande King condivise la sua visione di un futuro armonioso dal punto di vista della tensione razziale e ricordò a tutti i sui concittadini il vero principio della Dichiarazione di Indipendenza:“Tutti gli uomini sono stati creati uguali”.

L. King parlava così: “Siamo determinati a usare le armi dell’amore. Noi affermiamo con forza che la violenza può essere sconfitta.”“Alla base del nostro credo non violento – c’è la convinzione che ci sono cose così care, cose così preziose ed eternamente vere per le quali vale la pena morire. Un uomo muore quando smette di lottare per quello che è giusto.”

Nel 1964, all’età di 35 anni, Martin Luther King diventò il più giovane uomo a ricevere il premio Nobel per la pace e il papa Paolo VI lo ricevette in Vaticano.

La lotta tra bianchi e neri, tuttavia, non era ancora risolta. Le rivolte nei ghetti continuavano e, anzi, stavano diventando sempre più volente.Tuttavia, King era persuaso che l’impostazione pacifista fosse la sola via percorribile e non modificò il suo progetto. E forse fu proprio questa sua determinazione a dichiarare la sua morte; il 4 aprile del 1968 il giovane Martin Luther King, nel pieno della sua battaglia, a soli 39 anni venne assassinato da un sicario a Memphis, nel Tennessee.

A cinquantasei anni da quel celebre discorso, gli Stati Uniti d’America hanno fatto sicuramente passi avanti contro la discriminazione (ne è la prova l’elezione nel 2009 di un presidente nero come Barack Obama), anche se il razzismo purtroppo continua a manifestarsi in maniera più subdola e inquietante. Ma se adesso negli Stati del Sud non si respira più quel clima di violenza e di discriminazione che vigeva negli anni cinquanta, il merito è tutto dei grandi “costruttori di pace” come Martin Luther King, che avevano un sogno da provare a trasformare in realtà.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi un commento!
Per favore inserisci qua il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.