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Scusate l’insistenza, ma è sempre più evidente che le nuove generazioni italiane siano le grandi assenti dalla vostra agenda di lavoro, fin dall’inizio della pandemia. Ora la situazione è al limite della catastrofe.

Partiamo dall’occupazione. Già da subito ingenti somme sono state destinata alla sacrosanta tutela del lavoro a rischio, ma nemmeno un euro alla altrettanto sacrosanta possibilità di accesso al mercato del lavoro per i giovani. Siamo in testa alle classifiche europee nella somma tra giovani disoccupati e Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non cercano occupazione). Tra gli under 35 che lavorano quelli che hanno contratti a tempo indeterminato sono la minoranza, e la loro aspettativa di un rapporto previdenziale e pensionistico è già da ora a rischio, anche per i conti dell’Inps.

Quanto a coloro che studiano per essere i lavoratori di domani, pressoché tutti gli studenti universitari non presenziano in ateneo da ormai dieci mesi, il che è grave per tutti, ma devastante nelle facoltà che implicano esperienze di laboratorio o comunque di interazione diretta.

Quanto ai liceali, nonostante l’impegno degli insegnanti la loro situazione è nota a tutti: non c’è mago che possa prevedere quando rientreranno in classe.

Per tutti i giovani le misure stringenti della lotta alla pandemia hanno cancellato ogni forma di socializzazione (salvo poi scandalizzarsi per i raduni “illegali” e condannare – come è giusto- la serie di risse che le cronache raccontano, senza però interrogarsi sul fatto che sono una degenerazione dello stato di limbo in cui teniamo le nuove generazioni. Li abbiamo, li avete abbandonati al loro destino.

Eppure avete acceso debiti per un miliardo al giorno (non è purtroppo un’iperbole) che alla fine, per beffa suprema, proprio loro, i giovani di oggi, dovranno un giorno pagare. Quello che qui in Italia abbiamo non a caso scelto di chiamare Recovery Fund ha un diverso nome in Europa, “Next Generation Eu”: eppure nella bozza di piano del governo italiano non c’era nessuna misura mirata sulla tutela del futuro dei giovani, nel lavoro e non solo.

Il sospetto che dovete in fretta fugare è che quel “Next Generation” sia per voi solo il nome del garante del debito, e il pegno delle centinaia di miliardi che chiedete.

Enrico Mentana

Fonte: Facebook Official Page Enrico Mentana

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