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Gentile Sindaco Manna,

sono una cittadina di Rende, ho 33 anni, lavoro come libraia, sono madre di Clara (4 anni). Appassionata di politica e bene pubblico, ex studentessa di Scienze Politiche, sempre attenta e aggiornata sulla gestione e l’evoluzione delle buone pratiche che riguardano il bene comune da parte di amministrazioni e cittadini, in Italia e nel mondo.
Senza dilungarmi in preamboli noiosi, le pongo due questioni a me molto a cuore sulla qualità della vita di noi cittadini rendesi. Ma prima le chiedo:
Come va Sindaco? Come sta vivendo questo suo secondo mandato? Come ha vissuto la quarantena e che programmi ha per Rende nella lunga fase post-covid?
Va bene, andiamo al dunque. Le questioni che le voglio porre riguardano due temi importanti in questo periodo: viabilità e ambiente e scuole.
Riguardo al primo, le chiedo di prendere il meglio di questa brutta esperienza che abbiamo vissuto e valutare bene quali sono le potenzialità del nostro comune per garantire una migliore qualità di VITA (è proprio il caso di dirlo!) ai cittadini di Rende. Abbiamo la fortuna di vivere in una città che si presta benissimo, per ampiezza delle strade e morfologia del territorio, alla realizzazione di piste ciclabili. Ha notato quante persone pedalano per strada, in questa fase 2? Io ci ho fatto caso: anziani con bici a pedalata assistita, genitori e figli in bici in fila l’uno dietro l’altro (che sembrano quasi famiglie di anatroccoli), giovani, immigrati, sportivi. Insomma, la prima esigenza è stata quella di vivere gli spazi aperti della città mettendo in moto le proprie gambe! È un chiaro segnale di quali siano le esigenze delle persone. Forse questa clausura forzata ci ha fatto riflettere sull’importanza di alcune cose: salute pubblica e personale, salubrità dell’aria delle città, riappropriazione degli spazi comuni: in una sola formula “qualità di vita dei cittadini”. Detto questo, Sindaco, le chiedo, per il bene di tutti, di impegnarsi a costruire una fitta rete di piste ciclabili che colleghi i vari punti della città. Percorsi sicuri per i ciclisti e per gli automobilisti (che ci auguriamo diminuiscano sempre di più): un’opera non eccessivamente complicata ma importante per la salute di questa città, per quella dei suoi anziani, dei suoi lavoratori, delle sue famiglie, insomma per quella di tutti i cittadini. E perché no, anche del pianeta che ci chiede pietà in ogni modo. Questo mio appello si allinea al comunicato che Legambiente ha recentemente rivolto a tutti i sindaci italiani e all’incessante e ammirevole lavoro che la FIAB fa da decenni.
Andiamo al punto 2. Le ho già detto che sono una madre e in quanto tale ho a cuore la gestione degli spazi destinati ai bambini; anche se non credo che bisogna essere genitori per volere un Comune che si prenda cura dei propri minori e quindi del futuro di tutti. Un comune a misura di famiglia è un comune sicuramente più bello, più attrattivo e quindi potenzialmente più ricco. Ma andiamo al dunque. Mia figlia frequenta la scuola dell’infanzia di via Silvio Pellico (campetti da tennis per intenderci), la stessa scuola che ho frequentato io trent’anni fa e che dall’epoca è immutata. Chiedo espressamente, e a nome di molti genitori che portano i propri figli lì e anche in altri asili del comune, di prendervi cura degli spazi destinati ai bambini, in particolar modo dei giardini delle scuole, adeguandoli a standard moderni di sicurezza, estetica, fruibilità e educazione dei minori. Nel caso specifico, la scuola in questione, ma come quasi tutte le altre del comune, presenta un giardino molto grande (che le assicuro ci invidiano moltissime scuole pubbliche e private dell’hinterland) e mal messo, tanto grande quanto abbandonato. Rimasto invariato da decenni, si presenta come uno spazio concepito su vecchie logiche architettoniche poco attente ai bisogni dei bambini: è pieno di cemento (pericoloso!), i giochi sono pochi, vecchi e di ferro arrugginito (brutto e pericoloso!), gli spazi verdi non sono facilmente fruibili. Per il mestiere che faccio ho visitato diversi asili privati e mi duole dirle che questi ultimi, rispetto a quelli pubblici del nostro comune, rispettano standard alti di vivibilità di tutti gli spazi disponibili e le garantisco che questo si riversa positivamente sui bambini che li frequentano. I nostri asili, Sindaco, per come concepiti originariamente, sono invidiati sia da molti comuni, sia da molti proprietari di strutture private, che sognano i giardini che abbiamo e che nonostante i limiti che hanno nelle loro piccole strutture, realizzano spazi belli e sicuri ricavati da terrazzi o piccole corti da far utilizzare ai propri bambini. Le aggiungo, non è il periodo migliore per ripensare agli spazi aperti delle scuole e alla loro fruibilità da parte dei nostri bambini che di scuola ne hanno un disperato bisogno?
Insomma, concludo invitandola a valutare ed eventualmente accogliere le mie istanze (e di molti altri rendesi). Non devono essere considerati questi due temi come punti da mettere in fondo alla lista delle priorità di un comune ma come urgenze. D’altronde si ricorda con quanta urgenza è stata costruita la rotonda di accesso ad una struttura privata su Viale Principe? Questo mi induce a pensare che tale efficienza amministrativa possa applicarsi anche per il bene pubblico, rendendo la qualità di vita di tutti i cittadini una priorità assoluta.

di Maria Giovanna Rullo

 

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