Cultura e Società

Giornata del ricordo in memoria dei martiri delle Foibe

Il 10 febbraio viene celebrato il “Giorno del ricordo”, in memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe

Il 10 febbraio si celebra in tutta Italia la giornata del ricordo in memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata del 1945.

Si tratta di una solennità civile italiana istituita nel 2004, quando la  Repubblica ha deciso di riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo“, per commemorare le oltre diecimila vittime gettate nelle fobie, ai confini orientali del nostro Paese, per ordine del dittatore jugoslavo Tito intenzionato a slavizzare territori che erano stati a lungo italiani, come l’Istria e Fiume.

Per capire il fenomeno del massacro delle foibe (grandi e profondissime caverne tipiche della regione carsica del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria), bisogna andare a ricercare le cause della contesa tra popolazione italiana e popolazione slava per il possesso dei territori dell’Adriatico orientale.

Con la fine della Prima Guerra mondiale, quando il confine tra Italia e Jugoslavia venne delineato dalla cosiddetta “linea Wilson”: gli slavi videro sottrarsi una considerevole fetta dell’Istria dagli italiani e circa 500mila slavi si ritrovarono a vivere in territorio straniero, sotto il dominio di un popolo oppressore. Il malcontento delle popolazioni slave si trasformò in ondate di violenza, esplose durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, nel momento in cui, l’8 settembre 1943 l’Italia firmò l’armistizio con gli anglo-americani.

Fu a partire da quel momento che, in Istria e in Dalmazia, i partigiani jugoslavi iniziarono a rivendicare il possesso di quei territori. Con la fine della Seconda Guerra mondiale, gli attacchi si fecero sempre più violenti: nella primavera del 1945, l’esercito jugoslavo guidato da Tito occupò i Trieste e l’Istria, obbligando gli italiani che abitavano quelle zone ad abbandonare la propria terra. Molte furono le persone che vennero uccise dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportate nei campi di concentramento jugoslavi. Secondo alcune fonti le vittime furono tra le quattromila e le seimila, per altre diecimila: Ad essere uccisi non furono solo fascisti e avversari politici, ma anche e soprattutto civili, donne, bambini, persone anziane e tutti coloro che decisero di opporsi alla violenza dei partigiani di Tito. Il massacro delle foibe iniziò a cessare solo a partire dal 10 febbraio 1947, il giorno in cui, l’Italia e le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale sottoscrissero il Trattato di Parigi, che definì formalmente la chiusura delle ostilità. Il trattato assegnò alla Jugoslavia le province di Pola, Fiume, Zara e parte dei territori di Trieste e di Gorizia. Solo nell’ottobre del 1954 l’Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l’Istria alla Jugoslavia. 

Ricordare la tragedia delle foibe è un dovere per tutti noi perché tali orrori non si ripetano mai più e restino un ammonimento perenne contro ogni persecuzione e offesa alla dignità umana.

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