Gino Strada: "Se non fermiamo Covid in Africa saremo invasi dalle varianti"
Cultura e Società

Gino Strada: “Se non fermiamo Covid in Africa saremo invasi dalle varianti”

″Li abbiamo abbandonati a loro stessi. In Sudan hanno fatto i tamponi al personale sanitario. Su milletrecento medici ed infermieri i positivi erano il 70%. A Khartoum addirittura l′80%. L’Occidente è miope. Le mutazioni del virus rischiano di rendere obsoleti i vaccini. Se il virus non si ferma anche in Africa poi ce lo ritroviamo mutato in casa nostra”. Sono le parole di Gino Strada in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa sulla situazione Covid in Africa, in particolare in Sudan e in Uganda, dove ha aperto un ospedale pediatrico, “una goccia che vorremmo si facesse oceano”.

Il fondatore di Emergency parla della struttura, disegnata da Renzo Piano:

“Ci lavorano quasi quattrocento sanitari. Quaranta fanno riferimento allo staff internazionale di Emergency. Ma il grosso è composto da personale locale. Volevamo anche che fosse un ospedale confortevole per i bambini. Renzo Piano lo ha disegnato circondandolo di trecentocinquanta alberi. I muri sono stati edificati in pisé, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo temperatura e umidità costante″.

Parlando della sanità italiana:

″A oggi è tutto da ricostruire a cominciare dalla sanità territoriale. Non c’è un politico che spieghi perché la sanità privata funziona coi soldi pubblici. È un controsenso. È un settore a profitto garantito, dunque se lo facciano coi soldi loro″.

La Lombardia, prosegue Strada, ″è un caso mondiale di inefficienza”.

“Attilio Fontana, Guido Bertolaso e Letizia Moratti sono il peggio dell’inefficienza. Ma non penso solo alla sanità. Con il progetto ‘Nessuno escluso’ distribuiamo generi alimentari. Non avrei mai immaginato la gente a Milano in coda per un pasto. Non i clochard, proprio i milanesi. Una cosa vergognosa. Ci prepariamo a un disastro sociale con dimensioni epocali″.

E sul caso legato alla sanità calabrese:

Abbiamo dato la nostra disponibilità anche a prendere in mano la gestione di diciotto ospedali chiusi ma per ora non ci ha risposto nessuno. Ospedali chiusi ufficialmente per ragioni di budget – aggiunge – Ma al solito perché si è preferito sostenere la sanità privata. La gente ha perso la speranza di rivedere una sanità pubblica che funzioni. E poi ci sono le infiltrazioni della criminalità organizzata. Diciamo che sono strutturali più che infiltrazioni″

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