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Friedrich Engels, 200 anni di “socialismo e rivoluzione”

 “ Il potere politico dello Stato moderno è soltanto un comitato che amministra gli affari comuni della classe borghese”   (Marx e Engels )

 Karl Marx e Friedrich Engels avevano rispettivamente trenta e ventotto anni ,quando collaborarono per la stesura del Manifesto del Partito Comunista, pubblicata dalla Lega dei comunisti a Londra poco prima che scoppiassero i moti rivoluzionari del 48’.

Oggi, 28 novembre, sono passati 200 anni dalla nascita di Friedrich Engels, l’uomo che per circa 40 anni  insieme con l’amico Marx elaborò quelle idee che rivoluzionarono totalmente la società,  proiettando un visionario e innovativo di intendere quella che l’organizzazione della vita sociale, superando i dogmatici imperativi imposti da un blocco di potere egoistico e coercitivo: la borghesia.

È pur vero che nel comune sentire il nome più conosciuto è sicuramente quello di Karl Marx, ma il contributo apportato dalla genialità di Friedrich Engels  fu senza dubbio notevole; insieme scrissero La sacra famiglia, il Manifesto del partito comunista, l’ideologia tedesca e in più curò la pubblicazione delle opere postume di Marx tra cui il secondo e il terzo volume del Capitale.

Nel 1845 scrisse La situazione della classe operaia in Inghilterra, un libro di una profonda accuratezza descrittiva e interpretativa, con dati raccolti di prima mano che raccontano la crescita, lo sviluppo e gli effetti della rivoluzione industriale in Inghilterra; il 1878 è l’anno dell’ Anti-Dühring, un’opera nata in risposta alla nota polemica  con Eugen Dühring che si era divertito a ridicolizzare l’opera di Marx, svilendo le sue idee e il suo metodo interpretativo  dialettico Hegeliano ,  definito come “un’ibrida forma nebulosa “.  La reazione di Engels  fu determinata e impegnata, l’Anti-Dühring è una decisa polemica “della quale è affatto possibile prevedere la fine”,  in cui si ribadisce la validità del metodo dialettico; un processo  quotidiano  che “pure un bambino può comprendere, solo che lo si liberi dal gran mistero sotto il quale lo nascondeva”.

È dunque la Diamat, il cosiddetto materialismo dialettico, la matrice di sviluppo del pensiero di engelsiano,  e mentre Marx si era in un certo senso limitato ad assumerlo come metodo d’indagine volto a interpretare la storia e la società, Engels invece sotto l’influenza del positivismo, dello sviluppo scientifico e della teoria evolutiva, estese l’interpretazione dialettica alla natura: “la dialettica è per la scienza naturale odierna la forma più importante, perché essa sola offre l’analogia e con ciò i metodi per comprendere i processi di sviluppo che hanno luogo nella natura, i nessi generali, i passaggi da un campo di ricerca a un altro”.

Alla sua morte avvenuta nel 1895 fu celebrato dai comunisti russi che dedicarono alla sua memoria la città di Pokrovsk, chiamata Ėngel’s dal 1931; effettivamente l’arché teorico della visione del mondo del marxismo sovietico, trova caratteri fondativi proprio nei testi di Engels  più che in quelli di Karl Marx.

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